«Bracciale completerà le opere avviate»
PAVIA.Continua a suscitare discussioni il cambio ai vertici del Policlinico San Matteo, con la nomina del commissario Gianluigi Bracciale scelto dal ministro Francesco Storace al posto di Giovanni Azzaretti. Giovedi sera, su questo caso, si è riunita la direzione provinciale di An, convocata dal presidente provinciale Ferdinando Crovace alla presenza dell'onorevole Stefano Losurdo. Ecco il documento approvato all'unanimità, che sembra anche una risposta alla lettera inviata dal coordinatore regionale Cristiana Muscardini.
La Direzione Provinciale di Alleanza Nazionale di Pavia, riunitasi per esaminare i più recenti fatti di politica locale, ed in particolare la nomina del nuovo commissario del Policlinico S. Matteo, rivendicando la propria autonomia decisionale e indipendentemente da sollecitazioni esterne immotivate ed inopportune, esprime al dott. Gianluigi Bracciale l'augurio di buon lavoro e l'auspicio, che per noi di An è certezza, che il nuovo commissario con l'aiuto della Regione e del Ministro porterà a compimento le importanti opere già avviate e che una volta realizzate daranno ancora più lustro alla sanità pavese e nazionale.
Il dott. Bracciale ha dimostrato già al suo insediamento di essere persona seria, di avere le idee chiare e di voler essere giudicato per il lavoro che saprà svolgere avvalendosi di tutte le eccellenze presenti nel S. Matteo e riconoscendo nel momento del passaggio delle consegne il buon lavoro sin qui svolto all'interno del Policlinico.
La direzione provinciale di Alleanza Nazionale fa inoltre rilevare come l'avvicendamento alla guida del Policlinico S. Matteo, come negli altri undici Irccs del Paese, rientra attualmente nelle prerogative istituzionali del ministro Storace che certamente non tarderà a darne le motivazioni e che se la reazione scomposta del dott. Azzaretti al provvedimento può essere umanamente comprensibile, anche se assolutamente non giustificabile, non altrettanto comprensibile e giustificabile appare la reazione di alcuni che si stracciano le vesti e pontificano sull'attuale politica «piccola e mediocre» facendo finta di ignorare cosa stanno facendo proprio in questi giorni in campo sanitario i presidenti Vendola in Puglia e Marrazzo nel Lazio.
La direzione provinciale di Alleanza Nazionale, infine, auspica che si avvii al più presto la gestione ordinaria del Policlinico S. Matteo e che in tale gestione vengano coinvolte tutte le migliori professionalità e competenze sanitarie della nostra provincia.
Direzione provinciale di Alleanza Nazionale
Sbagliati modi e tempi
della sostituzione
La rimozione di Giovanni Azzaretti da commissario del San Matteo, inutile negarlo, ha sorpreso un po' tutti. E non tanto per il fatto in sè, in quanto pare legittimo che un Ministro nomini uomini di propria fiducia nei ruoli ritenuti importanti.
Il fatto è che questo avvicendamento ha dato spazio a interpretazioni variamente maligne e strumentali e a una serie di considerazioni e illazioni politiche che assumono i contorni, anche, di riposizionamenti in vista delle imminenti scadenze elettorali. Certamente non vi erano situazioni che costringevano o condizioni che obbligavano il Ministro ad attuare la scelta che ha fatto.
Quello che ha infastidito e sorpreso un po' tutti sono stati il modo ed i tempi in cui è avvenuta la sostituzione di Azzaretti. E ben si può, allora, comprendere la sua personale amarezza. Azzaretti è troppo intelligente e navigato per non sapere che queste cose in politica succedono e che spesso per sotterranee e strane congiunzioni vengono meno i presidi di ragionevolezza che dovrebbero regolare le scelte politiche.
E allora, eccessi creativi o bizzarrie del Ministro? O calcolo politico? Potremmo a lungo analizzare la vicenda con tutte le sue implicazioni. Certamente Azzaretti, cui vanno riconosciute solide competenze nella gestione del San Matteo, almeno non si meritava questo sbrego all'etichetta, questo malgarbo che lascia l'amaro soprattutto nel momento in cui Azzaretti era fortemente impegnato in una imponente ristrutturazione del San Matteo.
In questo confuso vociare politico, dove la valenza politica dell'ex commissario viene talvolta usata strumentalmente, desideriamo esprimere ad Azzaretti tutta la nostra vicinanza e solidarietà, senza dovere fare l'«ammuina» (....chilli che st'ann'a diritta vann'a manca; chilli che stann'abbascio vanno 'ncoppa etc.).
Sandro Assanelliconsigliere comunale di Forza Italia Luigi Grecoconsigliere comunale di Forza Italia Raffaele Sgottoconsigliere comunale di Forza Italia G. Leonardellisegretario cittadino di Forza Italia
Azzaretti come giustifica
il deficit dell'ospedale?
Non perde occasione il dr. Giovanni Azzaretti per evidenziare come eleganza e signorilità non siano fra i tratti precipuamente caratterizzanti la sua personalità (né Morini né Conac, suoi predecessori nell'incarico di commissari del S.Matteo, allietarono il pubblico dei lettori della «Provincia» con plateali sceneggiate, né si rivolsero al Tar; con signorilità ed eleganza accettarono le decisioni del Ministro della Salute in carica che li avvicendava perché era ed è suo potere farlo). So bene che «Lui» non si degna di rivolgere attenzione a quanto un «negletto» come il sottoscritto osa affermare, il suo conscio di Monarca Assoluto circondato da scodinzolanti cortigiani glielo vieta.
Ma andiamo un attimo ad esaminare le condizioni del Policlinico San Matteo alla data odierna. Con l'ausilio di una Direzione Sanitaria e di una Direzione Scientifica su cui è meglio stendere un velo pietoso, da sollevare solo per esaminare alcune decisioni viziate di illegalità evidenziata da competenti strutture di controllo pubbliche (ad esempio il Tar ora agognato da Azzaretti), il Divin Varzese consegna al suo successore, ma anche alla popolazione pavese, una situazione finanziaria DISASTROSA, gravata da un deficit gestionale di oltre 100 milioni di Euro, ovverossia di oltre 200.000.000.000 (si, duecento miliardi!!) di vecchie lire ripianabile da chi e a che titolo?
Consegna un Ente assolutamente privo di una programmazione organica in grado di dettare i tempi operativi di risanamento di una situazione assistenziale che, nonostante il prodigarsi di numerosi medici ed infermieri, presenta gravi lacune nella gestione delle patologie più frequentemente riscontrabili anche in presenza di records nel campo dei trapianti cardiaci.
Consegna una struttura che, una volta completati alcuni lavori in corso, presenterà al suo interno sette monoblocchi, un'assurdità concettuale nel panorama di quanto previsto dalla moderna Ingegneria Ospedaliera che indica la predisposizione di un solo monoblocco in ogni Struttura Ospedaliera.
Come sarà possibile assicurare le risorse per gestire sette monoblocchi? Dal 1980 (data infausta di un concorso che merita un'accurata revisione storica) il Dr. Azzaretti occupa un posto di rilevanza assoluta nel San Matteo con la possibilità di condizionarne ogni scelta; quando mai si è opposto all'alienazione di qualsivoglia lascito, e quando mai è intervenuto negli anni passati e non solo nel corso dell'ultimo lustro a tutelare le originarie destinazioni di impiego dei beni donati? Perché non dibattere i problemi del San Matteo nel corso di un'assemblea pubblica, rompendo quella pesante cappa di silenzio che la complicità delle forze di centrosinistra ha reso impenetrabile nei confronti di un'Istituzione che è patrimonio di tutti i Pavesi, e non solo feudo dei Monarchi del Potere?
Giorgio Barbarini