Cresce in Italia l'allarme «bomba sporca»
ROMA.La bomba sporca. È lei, non è una novità, la minaccia più temuta dalle intelligence di mezzo mondo. Anche dai carbinieri italiani che dal gennaio 2004 hanno rafforzato i controlli sui siti di stoccaggio delle scorie tossiche e su ospedali e laboratori di ricerca autorizzati a maneggiare materiale radioattivo.
In 18 mesi i militari del Nucleo Operativo Ecologico dell'Arma hanno fatto 148 ispezioni e rilevato 51 irregolarità nelle procedure di smaltimento. Sono state controllate 38 strutture sanitarie, 20 depositi e altre strutture minori. Ci sono stati 20 sequestri e 81 persone sono state segnalate: un lavoro che ha portato ad appurare come i problemi si presentino esclusivamente nel comparto dei rifiuti sanitari ad alto rischio e non in quello dei 4 impianti, tutti risultati in regola, dove si conserva l'eredità radiottiva delle centrali nucleari dismesse.
«Siamo allertati da oltre un anno e mezzo», ha detto ieri il Comandante del Noe, generale Raffaele Vacca, confermando che una delle maggiori preoccupazioni dei servizi segreti è legata proprio alla possibilità che i terroristi entrino in possesso del materiale radioattivo necessario a costruire una «dirty bomb». Si tratta di una semplice bomba che non ha nulla a che vedere con gli ordigni nucleari (per intendersi non può in alcun modo produrre il fungo atomico), ma che ai danni prodotti dal potenziale esplosivo unisce la capacità di disperdere su una vasta area polveri radioattive provenienti, ad esempio, da isotopi di stronzio 90 o di cesio 137 impiegati in campo medico. Contaminazioni che possono causare evacuazioni e trasformare i luoghi colpiti in zone «off limits» anche per mesi.
Questi materiali destinati allo smaltimento non sarebbero troppo difficili da recuperare sul mercato nero. Tuttavia, dicono gli esperti, nella maggior parte dei casi la bomba cosi ottenuta non produrrebbe effetti realmente letali mentre diverso sarebbe se nelle mani dei terroristi cadessero materiali «altamente radioattivi» di origine militare o provenienti da centrali atomiche. I danni prodotti da una bomba sporca, in sostanza, sono direttamente proporzionali al potenziale dell'esplosivo e alla radioattività del materiale utilizzati per il mix (anche se vi sono altri fattori di influenza come la forza del vento). Ma il vero potenziale dell'ordigno, concordano gli esperti, consiste nella sua capacità di scatenare il panico. «È un fattore psicologico che può raggiungere dimensioni devastanti», spiega il comandante Vacca.
Che gli uomini di al Qaida abbiano le capacità di far brillare con successo una bomba sporca lo provano alcuni documenti sequestrati dalle forze inglesi a Herat, in Afghanistan, nel gennaio 2003. Altre conferme spuntano dalle indagini degli 007 americani. Gli organismi che negli Usa si occupano di sicurezza interna hanno intere pagine Internet dedicate alla popolazione e al come comportarsi in caso di incidente.
Su quella del Cdc di Atlanta, il super centro per il controllo delle malattie, chiari i consigli contro l'invisibile nemico: coprirsi il volto per non inalare polveri, ripararsi al chiuso al più presto, liberarsi degli abiti chiudendoli in sacchi di plastica, lavarsi con acqua e sapone.