Indagine sullo schianto di Carbonara

CARBONARA. E' stata confermata l'identità dell'automobilista che ha perso la vita a seguito del tragico schianto avvenuto, martedi mattina, a Carbonara. Si tratta del proprietario della Peugeot 306: Vincenzo Stea, un pasticciere che aveva 49 anni e che abitava a Siziano. L'uomo era separato, la moglie da qualche tempo abita a Cinisello Balsamo, ed aveva un figlio. Intanto gli agenti della polizia stradale hanno concluso gli accertamenti per spiegare la dinamica precisa della tragedia della strada.
La Polstrada ha confermato anche la dinamica dell'incidente. La tragedia si era verificata, martedi mattina vero mezzogiorno, sulla ex statale 596 dei Cairoli sul rettilineo di Carbonara Ticino, vicino al Superdi.
La Peugeot 306 di proprietà di Vincenzo Stea stava percorrendo il lungo rettilineo in direzione di Gropello Cairoli. Qualcuno aveva notato che l'auto procedeva a zig-zag sulla carreggiata. Il conducente aveva effettuato alcuni sorpassi ed era rientrato in corsia. Ma, al termine di un ennesimo tentativo, si era trovato di fronte il Tir guidato dal marocchino.
Quest'ultimo non aveva fatto nemmeno in tempo a toccare i freni: la Peugeot 306 si era schiantata e si era incastrata tra le ruote anteriori e posteriori della motrice. Era stata letteralmente triturata dagli ingranaggi ed aveva preso fuoco. La vettura era stata trascinata per oltre cinquanta metri prima di uscire di strada sempre tra le ruote del pesante mezzo: in pratica la carrozzeria della Peugeot non esisteva più.
I resti del conducente erano stati recuperati fuori dall'auto e ricoperti con un lenzuolo bianco. Le fiamme si erano levate altissime ed alcuni automobilisti di passaggio avevano subito lanciato l'allarme. I vigili del fuoco erano intervenuti molto rapidamente ed avevano domato le fiamme che, intanto, avevano distrutto i mezzi coinvolti nel terribile schianto. Per il conducente della Peugeot c'era stata solo la constatazione del decesso. Forse la vettura era anche esplosa ed il corpo era stato dilaniato.
Impossibile effettuare il riconscimento. (a. a.).