FAZIO, PER L'ITALIA UNA PRESENZA DIVENTATA CONTROPRODUCENTE
Il controllore che dialoga in maniera rassicurante con il controllato il quale a sua volta cerca rassicurazione anche con la moglie del controllore che gli risponde molto affettuosamente: sono davvero imbarazzanti questi scambi intrisi di familiarità. Dobbiamo allarmarci perché si tratta di intercettazioni telefoniche o non dovremmo piuttosto indignarci per le affermazioni, seguite, quel che più conta, dai comportamenti promessi, del governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio (e di sua moglie), che hanno favorito, quasi sicuramente in assenza dei requisiti, un'operazione di scalata alla banca Antonveneta da parte di Giampiero Fiorani?
Non dovremmo, forse, essere ancora più preoccupati perché lo stesso governatore e sua moglie, non è chiaro con quale titolo di merito, fanno sapere a Fiorani che troveranno il modo per evitare i temuti controlli che verrebbero posti in essere dalla evidentemente più rigorosa Consob? In casi come questi tocca alla magistratura, mentre i politici amici di Fazio (e di Fiorani) strepitano del tutto fuori luogo, decidere se siamo di fronte a veri e propri reati. Certamente, il fatto stesso delle ripetute telefonate in orari non proprio d'ufficio, delle visite da ingressi preferenziali, dello scambio di convenevoli e promesse, di ringraziamenti con baci, fanno pensare a comportamenti che alla luce del sole i protagonisti non avrebbero mai esibito.
Comportamenti impropri che in altri sistemi politici ed economici sarebbero già stati seguiti dalle dimissioni quantomeno del governatore della Banca d'Italia. Comportamenti talmente impropri che, a posteriori, alquanto tardivamente, lo stesso governatore ha già dovuto riconoscere bloccando lui stesso, ma forse su pressione degli altri componenti del Consiglio direttivo di Bankitalia, l'Opa di Fiorani. Se, però, in un Paese il cui livello di etica pubblica non è mai stato elevato, ci limitiamo alla fredda applicazione delle regole e delle leggi e alle conseguenze, molto meno fredde, sul sistema economico, allora se ne debbono trarre due riflessioni. La prima è che, da un lato, dobbiamo attendere l'esito, che sembra si preannunci rapido, dell'inchiesta giudiziaria; dall'altro, possiamo fare affidamento sulla Consob che ha gli strumenti per mettere in riga speculatori, immobiliaristi, avventurieri, raiders. Insomma, esistono ancora in Italia quei freni e contrappesi che sono la garanzia dell'esistenza e del funzionamento positivo delle democrazie contemporanee. Tuttavia, ed è questo il vero problema, il governatore ha già fatto un grosso danno alla credibilità del sistema bancario e, più in generale, del sistema Italia.
Ed è questa la seconda riflessione. Sbagliata in linea di principio, la difesa da parte di Fazio dell'italianità delle banche a scapito della concorrenzialità che, magari importata da banche straniere, europee e nient'affatto ostili, avrebbe obbligato tutte le banche italiane ad essere più efficienti, con ovvi vantaggi per gli operatori economici, piccoli e grandi, per i modi non corretti con i quali è stata perseguita, devastante ne è l'impatto sulla credibilità del sistema Italia. Cosicché, se Fazio ha davvero a cuore il sistema Italia ovvero il benessere economico complessivo del Paese, dovrebbe prendere atto che, per molte ragioni e per troppe telefonate, la sua presenza al vertice della Banca d'Italia è diventata non soltanto inopportuna e dannosa, ma assolutamente controproducente.