Rissa in cella, 12 condanne
PAVIA. Cinque italiani contro sette albanesi per una gigantesca rissa scatenatasi a Torre del Gallo. Ad avere la meglio sono stati gli italiani. Ma siccome la legge è eguale per tutti, il giudice li ha condannati tutti e dodici. Seppure distinguendo tra le varie posizioni. L'episodio che ha condotto al processo, celebrato innanzi al giudice Cesare Bonamartini, risale al 10 settembre 2000. Non sono ben chiari i motivi che hanno portato allo scambio di calci e pugni, anche se un agente ha parlato di una sorta di spedizione punitiva per vendicare un torto subito in precedenza. A due dei condannati la pena è stata sospesa.
Imputati di rissa erano dodici detenuti: Giovanni Maggi, 42 anni, di Torre d'Isola (difeso dall'avvocato Fabio Zavatarelli), Alfonso Pagnozzi, 46 anni, di Rozzano (avvocato Barbara Merlini), Roberto Ciccolella, 30 anni, di Cerignola (avvocato Luciana Taveggia), Gabriele Bordin, 38 anni, di Badia Pavese (avvocati Massimiliano Brio e Fabio Zavatarelli), Giuseppe Tornello, 53 anni, di Carlentini (avvocato Mariarosa Colucci), Basri Tuda, 38 anni (avvocati Emilio Marco Casali e Alfredo Scarlata del foro di Milano), Genc Maloku, 31 anni, domiciliato a Castiglionfiorentino (avvocato Armando Valli del foro di Arezzo), Florian Biba, 37 anni, domiciliato a Lodi (avvocati Casali e Scarlata), Artan Aruci, 35 anni, senza fissa dimora (avvocato Elisabetta Pietra), Spyro Musha, 39 anni (avvocato Pierluigi Vittadini), Begtash Tuda, 41 anni, domiciliato a Magherno (avvocato Colucci) e Lulezim Muca, 36 anni, domiciliato a Vistarino e difeso dall'avvocato Giorgia Spiaggi. Non è ben chiaro chi abbia iniziato, mentre è piuttosto eloquente l'esito. Ad essere medicati sono stati Musha (1 giorno di prognosi), Muca (2 giorni), Maloku (2 giorni), Tuda Begtash (4 giorni), e Tuda Basri (2 giorni). L'unico italiano portato in infermeria è stato Giovanni Maggi, ma è stato dimesso senza nessuna prognosi. Nel corso dell'istruttoria dibattimentale sono stati sentiti alcuni testimoni, principalmente agenti della polizia penitenziaria, per tentare di ricostruire la dinamica esatta della sfida tra le due fazioni. Uno degli agenti ha riferito che il 10 settembre 2000 era di guardia in una delle torrette quando vide che nei passeggi della prima e della settima sezione c'era gente che correva. Un'altra agente ha riferito al giudice di essere intervenuta e di avere visto alcuni detenuti che «se le davano di santa ragione». Secondo una prima ricostruzione, pareva che gli italiani avessero anche lanciato un tavolo da ping pong contro gli 'avversari". In realtà il tavolo sarebbe stato impiegato come 'schermo" all'attenzione della polizia penitenziaria. Al termine dell'istruttoria dibattimentale il pubblico ministero, Giuseppe Teristi, ha chiesto per tutti gli imputati la condanna a sei mesi di reclusione. Il giudice, dopo avere valutato le diverse posizioni, ha riconosciuto a Begtash Tuda e Spyro Musha le circostanze generiche equivalenti alle aggravanti contestate e ha inflitto loro 200 euro di multa, concedendo il beneficio della sospensione condizionale. Tutti gli altri sono stati condannati a 4 mesi di reclusione. Non è la prima volta che albanesi e italiani si picchiano in carcere. Era già successo nel 2001 e le condanne erano state sette. (f.m.)