Il centrosinistra chiede le dimissioni di Fazio
ROMA. «Le dimissioni sarebbero opportune». Nel giorno in cui Antonio Fazio con una intervista a Repubblica conferma la bontà del suo operato e dice di avere la coscienza a posto, la Quercia appoggia la linea dura dei sindacati e chiede la testa del governatore sotto assedio.
Un gesto di dimissioni sarebbe opportuno per quello che è avvenuto e in difesa del ruolo e del prestigio di Bankitalia» spiega il coordinatore della segreteria dei Ds, Vannino Chiti, per il quale a prendere questa decisione dovrebbe essere lo stesso Fazio.
Fazio che si difende energicamente, per la prima volta, con un'intervista in cui dice: «Io non sbaglio mai. O meglio: faccio tanti errori, come tutti, ma mai nelle cose importanti». A proposito di Antonveneta, assicura di aver «rispettato alla lettera» le norme nazionali ed europee e fa capire di seguire una regola non scritta secondo cui bisogna «studiare a fondo e riflettere a lungo prima di decidere» e che in virtù di ciò, come gli «ha insegnato Guido Carli anni fa, quando una decisione è presa è presa». Alla giornalista che gli parla del mandato a vita, pensato a suo tempo per mettere al riparo l'Istituto dalle pressioni della politica e per permettere al governatore di «allevare» il proprio successore, Fazio si limita a rispondere: «Questa è la storia».
La richiesta della Quercia, che si aggiunge a quella della sinistra radicale, dello Sdi e dei centristi dell'Unione - sia Francesco Rutelli che Arturo Parisi fanno capire che Fazio non può più rimanere al suo posto - giunge alla vigilia di una importante riunione del Consiglio dei ministri. Domani i riflettori si accenderanno sulla relazione che Domenico Siniscalco sta preparando in queste ore. In attesa di sapere se il governo si schiererà a favore o contro l'inquilino di via Nazionale, a dominare la scena sono le polemiche sul mandato a vita del governatore e sull'uso delle intercettazioni telefoniche. Una questione, quest'ultima, che preoccupa Silvio Berlusconi e che ieri potrebbe essere stata al centro del vertice che si è tenuto in Sardegna fra Bossi, Tremonti e il premier per mettere a punto la contromossa prima della pausa estiva.
Sul tavolo del governo ci sarà anche la questione del mandato a termine, che ha ormai il favore anche di esponenti di Forza Italia come il vice ministro alla Cultura Antonio Martusciello. I più decisi, comunque, sono i deputati e i senatori del centrosinistra. «Ormai» sbotta Ugo Intini dello Sdi «solo il Papa può contare su un incarico a vita». «Solo la Danimarca» aggiunge Sergio Gambini (Ds) «ha, come noi, un governatorte a vita». La Quercia, spiega Vannino Chiti, punta ad una riorganizzazione della vigilanza sul sistema bancario che preveda il mandato a termine per il Governatore, il trasferimento di poteri sulla concorrenza da Bankitalia all'Antitrust, il rafforzamento dei porteri della Consob. A chiedere una riforma radicale di Bankitalia sono anche i verdi e il Pdci.
Nell'attesa di conoscere le decisioni che prenderà il governo, la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche è l'unico punto sul quale si registra l'unanime condanna della Cdl e dell'Unione.