Gli inquirenti: l'etiope mente

ROMA.Parla ma non convince gli inquirenti l'etiope arrestato venerdi a Roma con l'accusa di essere uno degli attentatori che il 21 luglio hanno tentato di riportare la morte a Londra. Hamdi Issac (foto piccola a sinistra), difeso dall'avvocato Antonietta Sonnessa (nella foto piccola di destra) ha già confessato la sua partecipazione al progetto terroristico e ieri, dopo quattro ore di udienza nel carcere romano di Regina Coeli, il giudice Zaira Secchi ha convalidato il provvedimento di custodia cautelare emesso per lui e per il fratello Remzi che lo ha accolto a Roma dopo la fuga dalla capitale inglese.
I Pm del pool antiterrorismo della procura romana, tuttavia, continuano ad avere molti dubbi sul basso profilo tenuto dall'uomo e sulle dichiarazioni sinora rese a verbale. Ancora ieri Hamdi Issac avrebbe sostenuto che non c'era intezione di uccidere e che gli attentati dovevano essere soltanto dimostrativi. Per Scotland Yard, invece, l'uomo della bomba a Shepherd's Bush mente. «Ciò non ha assolutamente senso», hanno detto ieri fonti della polizia londinese ribadendo che gli ordigni esplosivi nascosti negli zaini dei quattro componenti la cellula erano letali. «Erano riempiti di chiodi affilati come rasoi e di decine di bulloni che non hanno fatto vittime soltanto per un banale errore dell'artificiere», ha dichiarato il funzionario. Ma le indagini degli inquirenti procedono anche per appurare i motivi di una telefonata partita dal cellulare di Hamdi tra il 26 e il 27 luglio scorso verso un'utenza dell'Arabia Saudita. Sul regno saudita punta infatti anche l'attenzione dei colleghi inglesi perché è proprio nel paese arabo che il presunto capo della cellula del 21 luglio, Muktar Said Ibrahim, avrebbe soggiornato per due o tre mesi in tempi piuttosto recenti.
Per ora, comunque, Hamdi Issac resterà in carcere in Italia. I tempi per l'estradizione si annunciano lunghi: tra ricorsi vari, almeno 90 giorni visto che l'imputato non ha dato il suo consenso alla procedure accelerate previste dal nuovo madato di arresto europeo.
Nel frattempo i pm Franco Ionta e Pietro Saviotti gli hanno contestato, oltre al possesso di un falso passaporto, il reato di associazione eversiva con finalità di terrorismo internazionale.
Solo oggi, invece sarà decisa la convalida del fermo di Fethi Issac, il terzo fratello residente a Brescia. Sulla sua testa pende l'ipotesi di una doppia imputazione per fiancheggiamento ad associazione sovversiva e per distruzione di materiali utili alle indagini. In particolare si tenta di rintracciare un passaporto.
Alla fine dell'interrogatorio di ieri il legale dell'uomo, Stefano Ricci, ha dichiarato che la posizione del suo assistito sarebbe «marginale».
N.A.