Preoccupa il livello del Ticino
VIGEVANO.Non è ancora allarme siccità, ma poco ci manca. Il livello del Ticino con il gran caldo degli ultimi giorni è sceso molto e la Protezione civile ha già diramato un fonogramma sul livello di pericolo giudicato intermedio. Protezione civile e vigili del fuoco sono in stato di allerta anche per la possibilità di incendi che si possono sviluppare nei boschi attorno al fiume. L'abbassamento del livello idrometrico crea infatti problemi alla navigabilità e pericolo di incendio. Ai problemi legati alla siccità se ne è poi aggiunto un altro. Sfruttando l'abbassamento delle acque sono in molti ad attraversare il fiume e a raggiungere luoghi pericolosi. Del Ticino si è interessato anche il sindaco di Vigevano che ha emesso l'ordinanza che sancisce il divieto di balnezione nel fiume. I più colpiti dalla siccità sono come ogni anno però gli agricoltori. La diminuzione di acqua nel Ticino impoverisce anche i canali di irrigazione che portano acqua ai campi attorno è c'è il rischio di vedere le colture danneggiate. A soffrirne di più è il riso, la coltivazione più diffusa in zona che richiede l'apporto di elevate quantità di acqua. La poca pioggia caduta nel pomeriggio di ieri non è servita a migliorare la situazione. Per la pioggia sarà necessario attendere fino a mercoledi 3 quando è previsto un aumento della nuvolosità con precipitazioni a partire dal pomeriggio.
Intanto, con circa 35 mila metri cubi di ghiaia prelevati dall'alveo del fiume Sesia sarà costruito il tratto mancante di argine in sponda sinistra del corso d'acqua, in territorio dei Comuni di Palestro, Villata, Borgovercelli (Vercelli) e Vinzaglio (Novara). Il tratto da costruire è lungo circa un chilometro, dove l'argine esistente è alto appena pochi centimetri rispetto al piano di campagna. I sindaci dei quattro Comuni temono che, nel caso di un'esondazione del fiume, le acque sommergerebbero i rispettivi centri abitati che complessivamente contano circa 10 mila persone. Il problema ora è stato risolto ricorrendo all'istituto della «compensazione», previsto da una delibera del gennaio 2002 della Giunta regionale del Piemonte: l'impresa incaricata per la costruzione dell'argine sarà autorizzata a prelevare dall'alveo del fiume una quantità di ghiaia sufficiente per l'argine e per compensare le relative spese. Secondo una una stima sommaria dei tecnici Aipo, per il solo argine occorrerà prelevare da 30 a 35 mila metri cubi di ghiaia.