L'ascesa al fianco di Occhetto
ROMA.Quando, nel 2001, fu scelto come successore di Francesco «epurator» Storace alla presidenza della commissione di Vigilanza furono in molti, anche dentro il suo partito, a storcere il naso. Claudio Petruccioli, classe 1941 e cinque legislature dietro le spalle prima con il Pci poi con il Pds, Ds, non ha infatti la fama di un combattente dell'opposizione. Il senatore non ha mai amato i girotondini né i toni accesi. Non si ricordano, per dire, interventi in difesa di Biagi, Santoro, Guzzanti, tutti personaggi epurati dalla Rai dell'era Berlusconi.
Ma tant'è, ognuno ha il suo carattere e Petruccioli, distinto signore ultra sessantenne delle galanterie e delle buone maniere ne ha sempre fatto un vanto. La sua carriera politica è antica. Nato a Terni è stato segretario della Fgci, la federazione dei giovani comunisti, prima di Massimo D'Alema. Propose, senza successo, di sciogliere l'associazione nel movimento studentesco. Poi fu segretario della Federezione all' Aquila: la sede fu messa a ferro e fuoco dai fascisti. Negli anni ottanta divenne direttore del quotidiano l'Unità. Esponente della destra comunista, Petruccioli rassegnò le dimissioni sulla scia del falso scoop sul caso Cirillo, personaggio di spicco della Dc campana, sequestrato dalla Br e per il quale si ipotizzò, ingiustamente, il pagamento di un riscatto per la sua liberazione. E' però con la segreteria di Achille Occhetto che il neo presidente della Rai diventa uno dei più importanti dirigenti del partito. Con Occhetto condivide la svolta della Bolognina e tutte le principali tappe della formazione nata dalla ceneri del partito comunista. E con Occhetto condivide anche la passione per la campagna toscana: è un assiduo frequentatore di Capalbio, come Francesco Rutelli ed Enrico Manca. Proprio con Manca, ex socialista ed ex presidente della Rai, ha contribuito alla prima grande riforma del sistema televisivo, la legge 103. Buon conoscente di Fedele Confalonieri con il quale di tanto in tanto ha uno scambio di opinioni a cena, Petruccioli gode della stima e del rispetto dei suoi avversari politici. Come presidente della vigilanza è stato relatore di un documento sul pluralismo, approvato all'unanimità nel marzo del 2003.
Quattro le raccomandazioni: pluralità dei punti di vista in tutte le trasmissioni di informazione, stop ai politici nelle trasmissioni di intrattenimento e dei dirigenti Rai nei programmi dell'azienda, confronto obbligatorio tra i soggetti coinvolti negli spazi dedicati ai procedimenti giudiziari in corso.(m.b.)