Sotto torchio i due arrestati di Londra

ROMA. Il «giorno migliore dopo il 21 luglio», cioè quando sono stati catturati a Londra e a Roma gli uomini accusati di aver partecipato ai falliti attentati di dieci giorni fa nella capitale britannica, è l'ora di scoprire i legami tra questi arresti e la strage del 7 luglio e eventuali collegamenti tra loro e le reti di Osama Bin Laden in Europa. Sono quindi da ieri sotto torchio Muktar Said Ibrahim e Ramzi Mohammaed, sorpresi l'altro giorno nella loro abitazione a Notting Hill e costantemente interrogati dagli esperti di antiterrorismo di Scotland Yard.
La polizia londinese è particolarmente interessata anche a ciò che emergerà dagli interrogatori a cui è sottoposto in queste ore a Roma Issac Hamdi (o Hussein Osman), il complice di origine etiope di Muktar Ibrahim.
La pressione non cessa neppure su Yasin Hassan Omar, il quarto sospetto terrorista arrestato lo scorso mercoledi a Birmingham, mentre le polizia londinese ha annunciato ieri la cattura di un quinto uomo: si tratterebbe di Wahbi Mohammed, 23 anni e fratello di Ramzi Mohammed, che avrebbe lasciato il suo zaino di esplosivi in un cespuglio a Little Wormwood Scrubs, probabilmente per un ripensamento dell'ultima ora. Sono stati rilasciati invece dopo alcune ore i due uomini fermati a Leicester, a nord di Londra.
Molti i successi in questi ultimi giorni (secondo un bilancio reso noto da Scotland Yard, dall'inizio dell'inchiesta degli attentati del 7 e del 21 luglio sono stati arrestati 28 persone, di cui 12 ancora in carcere), ma è la cautela a caratterizzare gli umori a Scotland Yard.
«La minaccia rimane ed è molto seria», ha detto ieri il capo del dipartimento anti-terrorismo di Scotland Yard, Peter Clarke. La polizia sostiene che tuttora sono in corso vasti operazioni in tutto il Paese per catturare i terroristi e smantellare la rete di solidarietà intorno a loro.
Il timore della polizia è che siano ancora attive altre cellule terroristiche, pronte a colpire. Sui possibili nuovi attentati l'opinione pubblica è costantemente avvertita. Ma i servizi di sicurezza britannici fanno molto affidamento anche sui contributi alle indagini che potrebbero venire dagli altri paesi, tra cui quelli da cui provengono parte dei terroristi, come l'Arabia Saudita. Di quest'ultima notizia ha parlato la Bbc, ma non è confermata da fonti ufficiali.
B.Z.