Pronto un piano per evacuare il Discovery
NEW YORK. E' pronto un piano di evacuazione per gli astronauti dello shuttle, ma per ora non ci sono preoccupazioni per far scattare un piano del genere. Anzi. Le missioni dello shuttle potrebbero riprendere entro la fine di quest'anno. Sorprendentemene, è quello che sostiene il responsabile della Nasa appena un giorno dopo avere annunciato la sospensione a tempo indeterminato dei voli dello shuttle.
Michael Griffin afferma che sarà l'Atlantis a andare nello spazio entro il 2005 perchè il problema dell'involucro protettivo del serbatoio esterno sarà risolto entro la fine dell'anno. L'annuncio ha lasciato parecchi osservatori scettici. La Nasa infatti ha avuto due anni e mezzo di tempo per risolvere la questione dello strato protettivo del serbatoio, a seguito del tragico incidente del Columbia nel febbraio 2003. Eppure all'inizio di questa settimana il problema si è ripetuto. Pochi minuti dopo che la navicella Discovery si era levata in volo un pezzo di isolante si era staccato. Per fortuna non ha colpito il delicatissimo involucro dello shuttle mettendo a rischio la vita dei sette astronauti al momento del rientro. Ma sarebbe bastato che l'isolante si staccasse quaranta secondi dopo perchè urtasse la navicella e creasse i presupposti per un nuovo disastro. Invece non ha causato alcun grave danno, o quanto meno questa è la prima valutazione fatta dagli astronauti che ieri hanno incominciato a esaminare l'esterno dello shuttle. Proprio a seguito della tragedia del Columbia la Nasa aveva preparato un sistema di pronto intervento per gli astronauti nel caso fosse stato necessario riparare un danno analogo nella missione del Discovery. Ma come scriveva ieri il New York Times in un editoriale dal tono polemico «questi sistemi di pronto intervento sono tutt'altro che perfetti e possono non risolvere il problema causato dai pezzi di isolante o addirittura peggiorarlo». «Personalmente non mi aspettavo che pezzi di isolante cosi grossi potessero staccarsi», ha ammesso Eileen Collins, la donna a comando del Discovery, durante la sua prima intervista dallo spazio. «Pensavo che il problema fosse stato risolto e non credo che dovremmo riprendere i voli finchè non saremo in grado di prevenire incidenti di questo tipo». La Collins non si dice preoccupata per il rientro della navetta nell'atmosfera. Ma alla Nasa di Cape Canaveral qualcuno esprime perplessità. «Non è escluso che dovremo evacuare gli astronauti», ha detto John Ira Petty, uno dei tecnici che sta seguendo la missione del Discovery istante per istante. Petty precisa che la navicella è dotata di tantissime telecamente che servono appunto per riprendere da ogni angolo possibile ogni dettaglio relativo al volo. Alla Nasa stanno esaminando ogni fotogramma disponibili per poter determinare con assoluta certezza che il rientro nell'atmosfera non costituisca un pericolo. Ma fino a quando non ci sarà questa certezza alla Nasa continueranno i preparativi per un'evenutale evacuazione. Il governo di Mosca ha messo a disposizione tre astronauti russi e la Soyuz.