Benedetto XVI saluta la Valle d'Aosta
AOSTA.Sono finite le prime vacanze da Papa di Joseph Ratzinger, catapultato poco più di cento giorni fa dal suo studio della Congregazione per la dottrina della fede al soglio di Pietro, e giunto in Valle d'Aosta con tre valigie di libri, dossier e documenti da esaminare. Date le circostanze la villeggiatura non poteva essere che una «vacanza di lavoro», come l'ha definita il suo portavoce, e ha fornito alcuni elementi interessanti per conoscere meglio il successore di Giovanni Paolo II, le sue priorità e il suo stile. Da ieri sera il Papa si è trasferito nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo, che lascerà per andare in Vaticano nel caso di udienze generali del mercoledi particolarmente affollate e per andare a Colonia dal 18 al 21 agosto per la Giornata mondiale della Gioventù. Giunto in Valle l'11 luglio, a pochi giorni dalle prime bombe nella metropolitana di Londra, Benedetto XVI ha assistito tra le montagne valdostane alla recrudescenza terroristica nel mondo, che ha fornito uno sfondo di preoccupazione al suo riposo, e lo ha indotto a esprimersi sul terrorismo, il carattere «non anticristiano» degli attentati di questi giorni e la necessità di cercare nell'Islam gli elementi di dialogo che possano portare tutti i credenti a rafforzare far emergere la «volontà di pace» che è nel mondo. Studioso capace di grande concentrazione, il Papa ha organizzato le sue giornate dedicando ore a scrivere il suo prossimo libro, iniziato tre anni fa e prossimo alla pubblicazione, a esaminare i dossier sulle nomine e a preparare discorsi e incontri per la Gmg.