«Due ospedali, 2 trattamenti diversi»
VALLE.«Ho un pacemaker e soffro di disturbi cardiaci, ma al pronto soccorso dell'ospedale di Vigevano mi hanno spedito all'accettazione: tutto diverso da quanto successo a Mede, dove in un quarto d'ora dal pronto soccorso ero già ricoverato nel reparto di medicina». Il 43enne Vito Lampasona racconta la recente avventura fra gli ospedali di Vigevano e di Mede: la sua versione è chiarita dall'Azienda ospedaliera della provincia di Pavia. «Il signor Lampasona non risulta mai passato dal pronto soccorso di Vigevano, dove ci deve recare solo per un'urgenza», precisa il direttore Domenico Vlacos. Nei giorni scorsi il cittadino vallese aveva accusato qualche disturbo: dopo aver subito un intervento chirurgico al cuore, temeva ancora qualcosa di grave. «Mi sono recato dal mio medico curante, Adolfo Puglisi, che ha firmato un'impegnativa - spiega -. Ho raggiunto il pronto soccorso di Vigevano, dove però mi hanno indirizzato al centro unico di prenotazione: qui, mi è stata fissata una visita per tre giorni dopo». Lampasona è quindi ritornato a Valle, dove il medico di base lo ha invitato a servirsi del pronto soccorso di Mede. «Qui, a differenza di Vigevano, sono stato visitato e ricoverato nel reparto di medicina: dopo un quarto d'ora avevo già una flebo applicata al braccio - prosegue -. A Mede sono poi rimasto tre giorni per accertamenti: mi hanno controllato anche i battiti cardiaci, ma per fortuna si era trattato solamente di una colica e di un principio di disidratazione». Il cittadino di Valle fa rilevare, inoltre, che ha rischiato di dover pagare la visita prenotata dal centro unico di accettazione di Vigevano. «I miei familiari avevano telefonato a Vigevano per disdire la visita, ma gli hanno risposto che ormai avrei dovuto pagare - dice -. Poi, ho richiamato io e sono riuscito ad annullare la prenotazione e il pagamento: oltre al danno, avrei subito anche la beffa». «Con l'impegnativa l'utente non avrebbe potuto usufruire del pronto soccorso: non è questo l'iter corretto da seguire», conferma il direttore dell'Azienda ospedaliera, Vlacos. (u.d.a.)