Grugni: le moto, il rock e l'oro
PAVIA. Le Olimpiadi sono il sogno di tutti gli sportivi e Paolo Grugni, il ventenne pavese che domenica scorsa ha vinto la medaglia d'oro ai mondiali Under 23 nel quattro di coppia, non fa eccezione. Intanto ha festeggiato con l'amico e compagno al Cus e in nazionale Emanuele Vigentini. Sorride quando ricorda lo striscione appeso al balcone della casa in via Riviera con la bandiera italiana e la scritta «al campione del mondo 2005». Eppure all'inizio Paolo era uno dei tanti bimbi che giocano al calcio. Poche partite nella Folgore, prima di perdere la maglia nello spogliatoio e decidere di passare al canottaggio, dove già remava con buoni risultati il fratello Luca. Nei primi anni, dato che era piccolo e gracile, l'allenatore Angelo Porcaro lo destinò al ruolo di timoniere. Mossa chiave: ha imparato tanto dai campioni con i quali andava in barca. Ora è capovoga, mente della barca.
«Dedico l'oro alla mia ragazza Francesca Ristuccia - attacca Grugni - quando ero ai Mondiali, lei, che canta nel gruppo rock Dobra, era a Tirrenia in un concorso musicale. Festeggiamenti? Dopo la vittoria eravamo esausti. E poi eravamo in un grande albergo lontano da Amsterdam, dove continuava a piovere, perciò più che bersi qualche birra non si poteva fare». Prima di scendere in acqua in finale Grugni e Vigentini si sono fatti coraggio a vicenda, il Ct azzurro De Capua non si è visto: «Non ci ha detto niente né prima né dopo, perché sostiene che ai guerrieri che vanno in battaglia non occorre dir nulla. Solo ci ha suggerito di tenere un ritmo alto e regolare». Grugni ha concluso il primo anno di ingegneria biomedica, sostenendo gran parte degli esami: «Me ne mancano tre che darò dopo l'estate, perché erano in calendario nei giorni in cui eravamo in Olanda». Si frequenta con Vigentini. I due, pur abitando uno a Pavia e l'altro a Trezzano sul Naviglio si frequentano spesso e hanno anche la stessa passione per le moto: «Emanuele ha un Monster 600, io in autunno prenderò la patente. Le due ruote mi piacciono tutte, perché quando posso salgo sulla bici da corsa e pedalo verso le colline mi sento bene quasi vogassi sul Ticino». I pesi leggeri non devono superare i 70 kg, ma Paolo non fatica a tenere la forma: «Io ed Emanuele ci completiamo perfettamente, perché possiamo mangiare quello che vogliamo senza ingrassare». Importante per Grugni anche i rapporti con campioni come Andrea Re e Simone Forlani, mentre Vigentini ha dedicato l'oro al campione Andrea Scotti: «Il canottaggio è uno sport semplice fatto da persone semplici che nel loro piccolo sono dei grandi», chiosa Grugni.
Maurizio Scorbati