Più di 700 i casi registrati a Pavia in oltre 20 anni

PAVIA. Sono 736 i casi di Aids registrati a Pavia dal 1983 (anno di inizio dell'epidemia) al 2004. Il dato è stato diffuso dal Coa (Centro operativo Aids) in occasione dei vent'anni dell'Anlaids, l'associazione nazionale per la lotta all'Aids. Milano detiene il primato regionale con 8.414 casi: seguono a distanza Brescia (2.097), Varese (1.656), Bergamo (1.246), Pavia (736), Como (685), Cremona (446), Mantova (360), Lecco (346), Lodi (301) e Sondrio (124). Nel 2004 in Lombardia si sono registrati 345 nuovi casi: la nostra regione è al primo posto in Italia in questa triste graduatoria.
Il sondaggio diffuso dal Coa ha evidenziato che in Lombardia la città con il maggior numero di contagiati nel 2004 è stata Brescia con 315 nuovi sieropositivi. A Milano nel 2004 si sono avuti 78 nuovi sieropositivi. La maggior parte sono tossicodipendenti o ex tossicodipendenti, eterosessuali e omosessuali. I primi due casi di Aids in Lombardia, secondo il Coa, sono stati registrati nel 1983: uno a Milano e uno a Brescia. Nel 1984 è stato registrato il primo caso di Aids a Varese; il primo a Bergamo e i primi due a Pavia. Nel 1985 i primi quattro casi a Como; il primo a Sondrio; il primo a Cremona; il primo a Mantova; i primi due a Lecco e i primi due a Lodi. Dal 1983 al 2004 i casi di Aids in Lombardia sono stati 16.411 di cui 345 nell'ultimo anno: 41 a Varese; 21 a Como; 2 a Sondrio, 141 a Milano; 29 a Bergamo; 53 a Brescia; 20 a Pavia; 13 a Cremona; 5 a Mantova; 15 a Lecco e 5 a Lodi. Il picco nel 1994 con 1.736 casi. Milano e Brescia sono anche al primo e al terzo posto in Italia per casi di Aids dal 1982 al 2004, seconda Roma con 6358 casi. I casi pediatrici, in totale, sono stati 203: l'ultimo proprio nel 2004. Degli altri due casi di Aids pediatrico registrati in Italia nel 2004 uno si è verificato in Sicilia mentre l'altro è di origine ignota. I primi sei decessi per Aids in Lombardia sono stati registrati nel 1984: cinque a Milano e uno a Brescia. Nel 1985 i primi tre decessi a Varese; il primo a Como; il primo a Sondrio; i primi due a Pavia; il primo a Mantova; il primo a Lecco e i primi due a Lodi. Nel 1986 i primi nove a Bergamo. Nel 1987 i primi due a Cremona. Dal 1984 al 2004 in Lombardia si sono verificati 10703 decessi per Aids di cui 103 nel 2004: otto a Varese; 8 a Como; uno a Sondrio; 35 a Milano; 14 a Bergamo; 10 a Brescia; 8 a Pavia; 5 a Cremona; 4 a Mantova; 9 a Lecco e uno a Lodi. Per la precisione dall'inizio dell'epidemia al 2004 si sono verificati 1121 decessi per Aids a Varese; 418 a Como; 75 a Sondrio; 5514 a Milano; 797 a Bergamo; 1373 a Brescia; 478 a Pavia; 288 a Cremona; 238 a Mantova; 192 a Lecco e 209 a Lodi. Il picco dei decessi per Aids in Lombardia si è avuto nel 1995 con 1470 morti.
Pavia resta una delle province lombarde con il più alto tasso di incidenza della malattia, nonostante lo scorso anno ci sia stato un leggero calo di nuovi casi (sono stati 20, tre in meno del 2003). La frequenza è di 5.8 casi ogni centomila abitanti, una tra le più alte in Italia preceduta solo da quella delle province di Piacenza, Ravenna, Varese, Brescia e Lecco. La Lombardia è anche l'unica regione italiana dove si sono sempre registrati casi pediatrici dall'inizio dell'epidemia.
La diminuzione dell'incidenza dei casi di Aids nella foma conclamata sembra ormai stabilizzarsi. Questo calo è attribuibile alle terapie. Ciò significa, secondo gli esperti, che ci si ammala di meno nella forma conclamata non ci si infetta di meno. Il serbatoio dell'infezione, infatti, è ancora ampio: si stima che nel nostro Paese siano tra i 110-130 mila i sieropositivi. E' in aumento la proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale, diminuisce quella per le altre cause. (s.re.)