Antonveneta, bufera sul governatore Fazio


MILANO. Bufera sul governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, dopo la decisione della procura di Milano di sequestrare le azioni Antonveneta detenute da Gianpiero Fiorani e dai suoi alleati. La magistratura ha anche nominato un custode delle azioni. Si tratta del professor Emanuele Rimini che oggi sarà a Padova per partecipare all'assemblea della banca che dovrà nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Ieri sera Bankitalia ha deciso di 'sterilizzare" le azioni dei pattisti, cioè di Fiorani e soci.
La situazione è davvero molto complicata per Fiorani e Fazio, anche alla luce di alcune intercettazioni telefoniche. La Guardia di Finanza, infatti, ha posto sotto ascolto le utenze di Fiorani e ha registrato i colloqui con Fazio. Il 12 luglio scorso la Banca d'Italia autorizza la Popolare di Lodi (ora Banca Popolare Italiana) a lanciare un'Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) sulle azioni Antonveneta. Decisione importante perchè, grazie all'Opas, Fiorani può vincere il braccio di ferro che lo vede opposto agli olandesi di Abn Amro per il controllo di Antonveneta.
E' mezzanotte quando Fazio telefona a Fiorani. Gli dice: «Ti ho svegliato?».
Fiorani: «No, no».
Fazio: «Ho appena messo la firma».
Fiorani: «Tonino, io sono commosso. Io ti ringrazio... Ti ringrazio. Ho la pelle d'oca... Tonino, ti darei un bacio sulla fronte, ma non posso farlo... So quanto hai sofferto, ho sofferto anch'io».
Dalle intercettazioni emerge anche che Fazio manda a chiamare Fiorani in Banca d'Italia e gli dice di «passare dal dietro, come al solito, di là».
Adesso, nel verbale di sequestro delle azioni, la procura scrive che «la strategia della Popolare Italiana per l'acquisto dell'Antonveneta è stata quella di eludere le autorizzazioni di Banca d'Italia e fornire alla Consob ed al mercato false informazioni. Prima dell'assemblea del 30 aprile era, in realtà, tutto deciso». I magistrati scrivono anche che «quando Bpi (allora Popolare di Lodi) veniva autorizzata ad incrementare la propria partecipazione dal 14,9% al 29,9%, di fatto già disponeva direttamente e indirettamente di percentuali più elevate».
Insomma, Fiorani ha rastrellato azioni Antonveneta e fatto comprare azioni della banca ad alcuni suoi amici, al fine di impossessarsi della maggioranza dell'istituto padovano, eludendo le norme contenute nel Testo unico della Finanza. Non solo, ma per la procura sono state diffuse notizie che hanno fatto alterare il prezzo del titolo Antonveneta in Borsa.
Ieri sera la Banca d'Italia ha emesso un comunicato per «ribadire la correttezza» del suo operato. Le intercettazioni delle telefonate tra Fazio e Fiorani vengono definite «strumentalizzazioni» che non incidono «sulla legittimità e sul merito» dei provvedimenti. Però il mondo politico è in subbuglio. I Ds e la Margherita chiedono al ministro Siniscalco di convocare il Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il rispamio) perchè «sembrano emergere rapporti fra Fazio e Fiorani a danno di altri contendenti nella vicenda Antonveneta». L'Adusbef, invece, chiede le dimissioni di Fazio.

Gigi Furini