Ciampi promulga la riforma sulla giustizia
ROMA. In una giornata caldissima sui problemi della giustizia, il capo dello Stato ha promulgato, con la sua firma, la riforma dell'ordinamento giudiziario. La maggioranza appare ora sollevata, dopo i dubbi attribuiti fino all'ultimo a Carlo Azeglio Ciampi.
Ma la relativa rapidità della sua decisione ha il sapore di una presa d'atto realistica. Prevale la convinzione che si tratti di «atto dovuto», perché l'articolo 74 della Costituzione non prevede repliche al rinvio della legge alle Camere.
Il guardasigilli Roberto Castelli si è detto convinto che la firma di Ciampi «pone fine a una partita sofferta e controversa». Ma le sue parole hanno una coda velenosa, con l'esortazione al Csm e a tutta la magistratura perché collaborino senza ostruzionismo. A suo modo, il vice-presidente del Csm, Virginio Rognoni, la collaborazione l'assicura, e dice che essa è «leale non solo quando si esprimono pareri adesivi e conformi, ma anche, se non soprattutto, quando si espongono critiche e si sollevano problemi». La riforma è ormai legge dello Stato e il Csm, che l'aveva criticata severamente, «non può non rispettarla» e «con il massimo scrupolo». Rognoni tiene aperto, come fa non solo l'opposizione parlamentare ma anche l'ex sottosegretario alla giustizia Michele Vietti, udc, il capitolo dei decreti di attuazione della riforma. E assicura che la collaborazione non mancherà.
Ma intanto, il vice Csm viene a trovarsi nelle mani l'altra patata bollente della successione a Pierluigi Vigna alla testa della Direzione nazionale antimafia. Il plenum di domani del Csm non potrà procedere alla nomina del nuovo responsabile, perché il togato Francesco Menditto, relatore a favore di Giancarlo Caselli, non ha depositato le sue motivazioni, bloccando cosi i lavori della commissione.
Come si sa, la vicenda si è complicata perché la legge di riforma vieta la nomina di candidati sopra i 66 anni di età, norma fatta su misura per evitare il nome di Caselli. L'altro candidato è il procuratore di Palermo Piero Grasso, sostenuto da uno schieramento in potenza maggioritario. Le motivazioni a favore dei candidati sono indispensabili perché su di esse si basa il parere che il ministro deve rimettere al Csm. Il plenumn di giovedi sarà riconvocato per venerdi, ma le previsioni sono nere, col rischio che dopo il primo agosto, giorno di scadenza di Vigna, possa esserci la vacanza del responsabile.
Nella giornata dei tanti commenti alla firma di Ciampi («atto dovuto», dicono Antonio Di Pietro e Pecoraro Scanio, ma rimangono i dubbi di incostituzionalità; «sconcertante ed eloquente» il trionfalismo della maggioranza, osserva Franco Monaco), il Senato darà oggi il voto definitivo alla legge ex Cirielli, meglio nota come salva-Previti. Nando Dalla Chiesa l'ha definita «la più esplosiva tra quelle ad personam» varate in questi anni. Il ritiro di un emendamento di An ha fatto dire al verde Giampaolo Zancan che c'è la conferma dell'intenzione di confermare le norme salva-Previti.