Una folla in paese per seguire il corteo con la bara bianca
LANDRIANO. C'era tutto il paese dietro la piccola bara bianca di Federico, il bimbo di sei anni annegato nel Salento. Un dolore triste e composto nel rispetto dei familiare, il padre Fabio, la madre Cristina e la sorellina Beatrice, che stanno vivendo momenti di terribile dolore.
Il corteo funebre è partito ieri pomeriggio dall'abitazione della famiglia Bianchi, in via Falcone. Dietro i parenti più stretti, il padre, la madre, la sorellina e gli zii affranti da un dolore che solo il tempo potrà attenuare. Un corteo di centinaia di persone che ha attraversato il paese. All'arrivo, la chiesa era già piena di gente cosi come il piazzale davanti all'ingresso. La piccola bara era coperta di rose bianche ed era seminascosta da numerose corone inviate dai parenti, dagli amichetti, dai colleghi di lavoro della madre. L'intero paese ha voluto essere vicino ad una famiglia che soffre a causa di una tragedia che, probabilmente, non avrà mai una spiegazione. Fabio Bianchi, la moglie Cristina Francia e la figlia Beatrice sono entrati in chiesa mano nella mano dietro alla bara di Federico. Dietro una marea di gente tra cui moltissimi bambini. L'omelia è stata celebrata dal parroco, don Angelo Lomi.
«Il dolore dei genitori di Federico - ha detto il sacerdote - è anche il nostro. E' il dolore di tutta la comunità. Ed infatti oggi siamo in tanti a salutare Federico. Gesù ha sempre tenuto in grande considerazione i bambini ed allora perchè ha permesso questa tragedia? Rispondere è diffcile ma è certo che il piccolo Federico adesso ci guarda dal Paradiso. E ci è entrato non da piccolo angioletto ma da uomo maturo. Lo ricoridamo tutti alla festa di fine asilo. La nonna mi raccontava che continuava ad ammirare lo zaino con il quale avrebbe dovuto affrontare la prima elementare. Ma non dobbiamo pensare al passato ma a Federico vicino a Dio». (a. a.).