Ricatta il vicino: condannato a 5 mesi

CONFIENZA.Per convincerlo avevano minacciato di porre all'incasso un assegno per 4 miliardi di vecchie lire che riportava, apparentemente, la firma della 'controparte". Ma la sottoscrizione era falsa e non è riuscito il tentativo di usare l'assegno come arma per risolvere una lunga disputa sulla divisione di una proprietà agricola. Antonio Dellara, 57 anni, commerciante, residente a Robbio, è stato condannato a 5 mesi (sostituiti con 5.700 euro di multa) per tentativo di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e falso in scrittura privata. Luca De Luca, 33 anni, residente a Rogorotto di Arluno, accusato solo di concorso nel tentativo di farsi da sè le proprie ragioni, è stato condannato a due mesi convertiti in una multa di 2.280 euro.
Come detto, all'origine del fatto vi è la contestata divisione del fondo 'Cascina Bertotta" di Confienza. La moglie e la figlia di un comproprietario deceduto avevano intentato una causa civile contro l'altro proprietario per la divisione del fondo. Nell'estate del 2000, secondo le accuse, pur potendo attendere la decisione del giudice, Dellara, marito di una delle parti in causa, aveva tentato di ottenere giustizia in un altro modo ed era stato il mandante del tentativo di 'convincimento" con l'assegno. L'esecutore materiale invece era stato De Luca, che si era presentato al comproprietario del fondo come figlio di un generale, nipote di un colonnello, collaboratore di istituti di credito e si era proposto come mediatore nella vertenza che opponeva l'agricoltore alla moglie e alla suocera di Dellara. De Luca, secondo la versione accusatoria, aveva affermato di essere in possesso di un documento molto compromettente per l'agricoltore, aggiungendo però che Dellara sarebbe stato disposto a distruggerlo se si fosse raggiunto un accordo. Successivamente De Luca si era presentato con un assegno apparentemente firmato dall'agricoltore 'rivale". Ma quest'ultimo si era opposto alla singolare proposta di accordo e contro Dellara era scattata anche la denuncia per avere falsificato o fatto falsificare da altri l'assegno. (l.g.)