Cala la popolazione, sale la cifra pro-capite
PAVIA.Il dato sulla pressione fiscale pro capite non convince il Comune di Pavia, peraltro «imputato» solo per un terzo della pressione fiscale sui cittadini pavesi. E' la Regione ad esercitare la maggior pressione, e ogni anno i pavesi se ne accorgono al momento della compilazione del modello Unico. Ma i 700 e rotti euro comunali? «Per il 2003 a noi risultata una cifra leggermente minore, 683 euro pro capite - spiega il direttore generale del Comune Giampaolo Borella - che erano 613 nel 2002 e diventeranno 716 nel 2004, secondo i dati ufficiali del bilancio». Come mai queste variazioni? «La più sensibile - conferma Borella - è stata quella tra il 2002 e il 2003, quando il trasferimento erariale è stato sostituito dalla compartecipazione Irpef provocando questo forte incremento delle tasse comunali. L'aumento tra il 2003 e il 2004 è invece stato determinato dalla diminuzione della popolazione residente da 73.264 a 71.486 unità: il gettito complessivo si è cosi 'spalmato" su una cifra minore di residenti». Sul Comune presunta 'sanguisuga" interviene anche l'assessore al Bilancio e vicesindaco Ettore Filippi: «Non dimentichiamo - dice - che a Pavia ci sono migliaia di non residenti, come gli studenti, che pagano la Tarsu. E che l'Ici di Università e ospedali incide tantissimo sul totale. Peraltro l'Ici noi l'abbiamo anche diminuita».