In fuga migliaia di turisti scampati alla strage
ROMA. Nessuno vuole andare a Sharm el Sheikh. Ieri i maggiori scali italiani, dopo gli attentati dell'altra notte alla principale località balneare dell'Egitto, erano quasi deserti. La situazione era paradossale. Aerei che decollavano semivuoti per un gran numero di disdette o vuoti per assicurare il rientro in italia dei turisti italiani. Voli che rientravano in Italia quando il velivolo era già in vista dello scalo egiziano e partenze cancellate. La giornata è stata triste e diffi cile in tutti gli aereoporti. Quasi tutti hanno rinunciato alla partenza per l'Egitto, anche per i prossimi giorni.
Qualcuno, invece, ha posticipato la vacanza. Solo pochi «temerari» (il 20 per cento dei possibili partenti) non hanno voluto rinunciare per nulla al mondo alla loro vacanza. Ma per alcuni di loro la vacanza è saltata lo stesso. Alla Malpensa, un charter di Blue Panorama decollato alle 7 di mattina è tornato indietro su richiesta del tour operator. Motivo: non era garantita l'assistenza ai pochi passeggeri decisi a raggiungere Sharm el Sheikh.
Disagi si sono registrati ovunque, soprattutto alle prime ore della giornata, quando le notizie ancora non erano arrivate e la confusione ha creato attimi di tensione. «Sono stati dei momenti davvero terribili», ha raccontato una delle operatrici di Malpensa. «Alle 5 non avevamo notizie sicure, e in ogni caso non avremmo potuto organizzare, se non alla riapertura degli uffici e delle agenzie i viaggi, una modifica del programma: invece molti viaggiatori se la sono presa con noi come se nascondessimo di proposito qualche verità, o in qualche modo avessimo voluto truffarli». A Milano ieri dovevano partire in 800. Quando alle 14.30 è stato cancellato anche l'ultimo volo, non c'è stato bisogno di avvisare più nessun passeggero. A Bologna è stata un'alba di dubbi, tra le ipotesi di veder andare in fumo le vacanze e quella di raggiungere comunque Sharm el Sheikh. C'era chi aveva saputo degli attentati dai Tg della notte, chi invece aveva saputo della strage solo all'arrivo in aereoporto e li ha dovuto prendere una decisione in poco tempo. Ma fin dall'inizio si è capito come sarebbe andata la giornata: sul primo volo charter Blue Panorama partito sono saliti solo 49 passeggeri su 167. A Torino, invece, un solo volo previsto e solo 19 viaggiatori sui 100 previsti.
Stessa storia anche a Roma. «Sharm l'abbiamo cancellata da ogni programma», si sentiva dire ai check in di Fiumicino.
«Torno a casa, la voglia di vacanza all'estero mi è passato del tutto. Adesso chiederò al tour operator il rimborso di quanto pagato», ha detto una ragazza di 24 anni. Quasi tutti i romani, sconsolati, hanno preso la via di casa. Solo in dieci hanno preso l'aereo Blu Panorama delle 6,55. Il secondo volo, targato Eurofly e programmato per le 7,30, invece, è stato cancellato. Il terzo dell'AirOne, è partito con una sessantina di passeggeri su 150 prenotati. Cancellati anche i voli di ritorno in programma per il pomeriggio. L'unico aereo proveniente da Sharm è arrivato la mattina alle 5.
Pioggia di disdette e rinuncie a partire anche a Napoli. «Non me la sento più di fare il viaggio», ha rivelato un agente di commercio 40 enne Eduardo, Formisano. «La mia non è paura, quanto rispetto per le vittime. Non mi sembra giusto andare in quello che adesso è un luogo di lutto e di dolore». Sul volo delle 16.40, alla fine erano solo cinque le persone a bordo, uno dei quali giornalista. «È inutile restare a casa», spiegano. «In Egitto o qui da noi è la stessa cosa. Non bisogna aver paura, non cambia niente».