Le porte del Duomo riapriranno nel 2010

PAVIA. Che apra le porte ai pavesi nel 2010 è molto probabile: quasi certo per l'assessore regionale Ettore Albertoni che ieri pomeriggio, insieme ad altri politici e tecnici ha presentato in Vescovado lo stato dei lavori in Duomo. Se tutto procede come dovrebbe, finanziamenti inclusi, il Duomo tornerà a mostrare sè stesso e le proprie bellezze restaurate, tra cinque anni. Sono consistenti i fondi impegnati nell'opera: 35 milioni di euro per i lavori realizzati e programmati; altri 20 milioni e mezzo per quelli futuri. Per i quali il ministero giocherà un ruolo non trascurabile.
Il primo ad augurarselo è il vescovo di Pavia, monsignor Giovanni Giudici, che ieri ha dispensato ringraziamenti. Il parterre di relatori da subito non ha nascosto il proprio entusiasmo per «questo cantiere, che procede con celerità». Giancarlo Abelli, ad esempio: «Quella di oggi è la prosecuzione di un impegno dell'accordo di programma del 17 maggio 2004 - ha detto -. Sottolineo la positività e l'importanza della dimensione di quest'opera per quello che rappresenta. Confermo la mia disponibilità e il mio impegno per questa provincia e in particolare per il Duomo». Impegno che ha garantito anche il neo-assessore provinciale alla Cultura Virginio Anselmi, in sostituzione del presidente Silvio Beretta. «Ribadisco il nostro interesse a questo programma - ha assicurato -. La Provincia in particolare si occupa del percorso museale in Duomo, arricchendo cosi sul territorio le sue proposte culturali».
Il sindaco Piera Capitelli ha parlato di «evento straotrdinario». «Da questo accordo di programma tutti i soggetti istituzionali escono a testa alta perchè tutto procede straordinariamente nei tempi - ha commentato il sindaco -. Quando si inizia bene, e nel 1999 si è registrato un grosso interesse del governo, non si può che essere ottimisti». «Il Duomo è uno dei simboli fondamentali della città - ha concluso -. E' una soddisfazione sapere che tutti gli enti si stanno interessando».
L'architetto Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia, che con Giuseppina Vago, della Soprintendenza per i Beni architettonici, sta seguendo l'intervento, non ha mancato di sottolineare che «le somme stanziate nel lotto di lavori in corso di realizzazione dal ministero per i Beni e le attività culturali sono 8.775.851 euro (importo di aggiudicazione) e 5.409.225 (ribasso d'asta risultante dall'aggiudicazione all'Ati 'Cingoli srl"/'Cioci srl" a disposizione della Soprintendenza di Milano per la variante ed i lavori di restauro in progetto)».
Ai protagonisti di quest'opera grandiosa di consolidamento e restauro, ossia il Giorgio Macchi, progettista dei lavori, e Gianpaolo Calvi, presidente della Fabbriceria del Duomo, è stato riservato uno spazio per l'approfondimento di ciò che si sta facendo e di come si procede per rimettere il Duomo in sicurezza.
In sostanza i lavori sui pilastri sono quasi al termine: sono state applicate 1500 barre con una tecnica innovativa di ancoraggio. Seguirà l'intervento sui giunti: taglio con innesto di martinetti piatti (in tutto 250) per sostenere il peso della cupola. Ma è, appunto, la cupola ad impensierire. Il primo intervento di monitoraggio sta rivelando che fessurazioni e fratturazioni proseguono con una velocità che non si prevedeva; contemporaneamente fratturazioni sono state riscontrate nella parte alta del Duomo.
«Specialmente all'altezza della lanterna - ha spiegato Macchi - ci sono state tensioni tali che necessitano di interventi a breve termine». E poi c'è la navata. «Fin dal 1995 - ha proseguito - abbiamo evidenziato che la terza campata della navata ha avuto fratturazioni notevoli per il cedimento del primo pilastro dell'ottagono. Infine, sulla loggia e la lanterna è importante che si inizi immediatamente». Ma per i futuri interventi servono altri 20 milioni e mezzo di euro.