Abete: Unipol per Bnl avrebbe potuto rilanciare


MILANO. Due vittorie italiane si profilano nelle battaglie per le banche. Ma non senza polemiche e probabili risvolti giudiziari. Ieri è stato lo stesso presidente della Bnl a prendere la parola: dichiarazioni in punta di penna, che non mancheranno di suscitare molte discussioni. «Se Unipol avesse lanciato un'Opa concorrente invece di quella obbligatoria il prezzo non sarebbe stato di 2,70 euro ad azione ma superiore di circa l'8,5% intorno a 2,90 euro, ha spiegato Abete.
Infatti, ha ricordato Abete, la normativa prevede che in caso di Opa volontaria concorrente il prezzo deve essere quello massimo e al riguardo il presidente di Bnl ha ricordato che nelle ultime settimane i titoli Bnl hanno raggiunto i 2,93 euro.
Il presidente della banca romana, pur escludendo il ricorso ad azioni legali, ha tuttavia fatto un appello alla Banca d'Italia, alla Consob e all'Isvap perchè valutino subito, «entro giovedi, la compatibilità e la congruità» dell'offerta annunciata da Unipol.
Abete osserva il problema che nasce dall'applicazione della normativa dell'Opa.
Il prezzo offerto dall'Unipol, osserva, «se l'Opa fosse stata concorrente sarebbe stato sopra 2,90 euro, circa l'8,5% in più di quello offerto dalla compagnia bolognese. Personalmente, ma anche a nome degli altri azionisti storici di Bnl - ha sottolineato Abete - vogliamo chiarezza e trasparenza e non amiamo tecniche dilatorie».
Dal canto loro, gli spagnoli del Bbva mantengono ferma la scadenza (il 22 luglio prossimo) e il valore dell'Ops sulla Bnl, che a questo punto ha poche possibilità di successo considerato che Unipol ha già in mano oltre il 50%.
Gli spagnoli stanno ovviamente valutando l'eventuale plusvalenza che arriverebbe nelle casse dell'istituto con la consegna della loro quota alla compagnia di Giovanni Consorte.
Una ricca plusvalenza, di oltre 520 milioni di euro.
Antonveneta: no del Tar alricorso di Abn.
Nuovo capitolo anche nell'affaire Antonveneta. Ieri il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di Abn Amro che aveva chiesto l'annullamento delle autorizzazioni di Bankitalia che hanno permesso la scalata della Bpi.
Con lo stesso ricorso l'Istituto di credito, dopo aver lanciato un'offerta pubblica di acquisto su Antonveneta, aveva impugnato i provvedimenti con i quali la Banca d'Italia da un lato ha autorizzato l'ex Banca Popolare di Lodi ad acquisire una partecipazione al capitale sociale di Antonveneta fino al 14,9% e in un secondo momento fino al 29,9%, e dall' altro non ha autorizzato la stessa Abn-Ambro all'acquisto di una partecipazione superiore al 20% nella stessa Antonveneta. Il 28 aprile, scorso il Tar aveva respinto la richiesta di sospensione dei provvedimenti relativi alla scalata su Antonveneta dell'ex Bpl, e il successivo 24 giugno i giudici amministrativi del Lazio ritennero opportuno richiedere a Banca d'Italia una ulteriore documentazione prima di decidere. Ieri il dispositivo della sentenza.

Andrea De Stefano