«Pavesi, più fiducia su di noi»
PAVIA. La prima ricaduta, pesante, è la perdita netta del 50% dei fondi donati dai privati con il metodo che sembrava collaudato delle telefonate a domicilio. La seconda, forse addirittura più grave se si pensa che l'utenza è formata da malati e anziani, il taglio di alcuni servizi. Ora la onlus pavese 'Ssa" (Servizi Sociali Autogestiti) - meglio nota per il cuoricino rosso impresso nel logo - annaspa. E paga suo malgrado un senso di sfiducia generale dilagante dopo che una onlus è stata segnalata alla procura per scorrettezze.
«La cosa più umiliante è vedere le nostre ragazze che sbiancano in viso quando al telefono ricevono insulti - spiega amareggiato Francesco Pirrone, uno dei consiglieri - O quando i nostri operatori bussano alla porta con tanto di tesserino e vengono trattati con sospetto o addirittura offesi». Giuseppe Messedaglia, un passato da dirigente e un presente da pensionato-volontario ne sa qualcosa. Lui ci mette la faccia, tutti i giorni. «Mandiamo giù - dice - ma è davvero un brutto periodo». Un boccone amaro da digerire per la onlus 'del cuoricino" che in 5 anni ha visto crescere, grazie all'impegno e alla serietà, i servizi sul territorio. Un libro soci di 400 persone, circa 12.800 trasporti gratuiti o agevolati effettuati per un totale di 156 mila chilometri solo nel 2004. Tra gli utenti i bambini leucemici in cura al San Matteo (è attiva una convenzione con l'Agal) e i dializzati. Oltre ad anziani, invalidi, persone sole. Perché volontari e dipendenti della onlus - presieduta da Maurizio Pirrone, con sede in via Spallanzani - non sono semplici autisti. Svolgono anche assistenza psicologica e telefonica (1100 ore nel 2004), aiuti a domicilio per la spesa, i farmaci, le piccole commissioni, distribuiscono gratuitamente libri ai propri utenti.
Nel 2003 è stato siglato un patto di accreditamento con il Comune di Pavia e con i 12 comuni del Piano di Zona che permette agli enti pubblici di effettuare il servizio a costi contenuti. La Ssa si occupa per loro del trasporto e dell'assistenza. Dal 2005 - da quando cioè i Servizi Sociali dei comuni non si avvalgono più dell'opera degli obiettori di coscienza e hanno girato a loro il servizio - i 30 viaggi al giorno sono triplicati. Con i chilometri, però, sono cresciute anche le spese. «Fino a quando la raccolta fondi a domicilio, preceduta dalla telefonata, funzionava - spiegano - riuscivamo a stare bene o male a galla. Da quando è circolata la voce su una certa onlus che truffa e con la quale non abbiamo niente da spartire abbiamo perso la metà dei donatori». Come se non bastasse 2 dei 7 pullmini usati per il trasporto è fuori uso: uno per vecchiaia, l'altro per incidente. E ciò che è ancora peggio, ora rischiano il posto alcuni dipendenti.