«E' l'8 settembre del partito»


ROMA.«E' la morte di An, l'8 settembre del partito. Al centro come sul territorio». Alessandra Mussolini, leader di Azione Sociale, come di consueto non ha peli sulla lingua.
Ha visto che terremoto? Fini ha azzerato tutto.
«E' emerso tutto il nulla che c'è in quel partito. Anzi, in quella Spa. Quella di Alleanza nazionale non è una guida politica, è un consiglio di amministrazione. Non ci sono più valori, struttura. Neppure ideologia».
Eppure nell'ultima Assemblea nazionale...
«L'Assemblea nazionale? Tutto finto. La cancellazione delle correnti? Andiamo, quelle ci sono sempre state, non sono quello il problema. Il problema è l'annullamento dei valori. E' tutto conseguenza di un logoramento interno da cui non se ne viene fuori. Solo se Fini se ne va ci potrebbe essere una speranza. Ma con lui se ne devono andare anche gli altri perché questi sono tutti figli suoi, sue creature politiche».
Figli che, come Bruto, hanno pugnalato Cesare.
«Ma via... Quello che loro dicono di Fini lui lo dice di loro. La verità? E' che Gianfranco non ama il partito. Glielo ho anche chiesto direttamente, prima di andarmene: 'An ti ama, ma tu la ami An?"».
E lui che ha risposto?
«Ha risposto di no. Non ama Alleanza nazionale. E di questo si vedono, nette, le conseguenze. Hanno perso ovunque, gli è restato solo da gestire il governo. Ecco, faranno questo da ora in avanti. Ma senza idee né sentimenti».
Eppure Fini era indicato fra i politici più affidabili del centrodestra.
«Ma se le ha sbagliate tutte! Si ricorda quando fece l'alleanza con Mario Segni? L'Elefantino? Fu un disastro. E quando ci mandò a raccogliere firme sull'abolizione della quota proporzionale? Partito impegnato per tutta l'estate e referendum perso. Sulla fecondazione assistita, poi, non si capisce cosa gli è preso vista la storia, i valori di An. No, guardi, io me lo immagino Fini la mattina: si passa la mano fra i capelli guardandosi allo specchio e dice: 'E oggi che cosa faccio?"».
Forse è stato tratto in inganno da Berlusconi. Per qualche tempo si è pensato che potesse diventarne il delfino, il successore.
«Delfino? Gianfranco Fini è una ventresca. Non facciamo un torto al delfino che è un animale serio, intelligente, che sa prendere decisioni, salvare persone».
Crede che dietro l'articolo uscito sul quotidiano «Tempo» ci possa essere lo stesso Fini, che sia una manovra orchestrata per azzerare tutto?
«Per essere una manovra non mi pare cosi ben organizzata. Le dichiarazioni uscite sul giornale pare che siano solo una minima parte di quello che i tre 'colonnelli" hanno detto. Ci sarebbe altro, anche molto più pesante».

Alessandro Cecioni