Mancini: l'Inter è più forte
BRUNICO. «Siamo più forti, e con un grande Adriano». Roberto Mancini torna a parlare, un mese dopo conquista della Coppa Italia, aprendo la stagione 2005-2006 dell'Inter, in ritiro da giovedi sera a Riscone di Brunico (Bolzano) dopo il pre-ritiro in Sardegna. Ieri i nerazzurri hanno ripreso ad allenarsi a pieno ritmo, ma le parole del Mancio sono ovviamente ancora rivolte al mercato, visto che la squadra della sua seconda stagione a Milano è un cantiere aperto.
« Adrianoè rimasto? Non vedo la sorpresa - dice Mancini - Non ho mai pensato di non ritrovarlo qui nella nuova Inter. Adesso è in vacanza, perchè non si fermava da una vita. Abbiamo bisogno di un calciatore ricaricato e riposato. Adriano è forse il miglior calciatore in attività al mondo. E resta qui». Real e Chelsea prendano nota. Dunque, il mercato in corso. «Sul mercato la società sta lavorando bene, devo solo aspettare che le operazioni vengano completate. Operazioni che comunque si inseriscono su una base molto solida di squadra, con la quale abbiamo terminato bene la passata stagione». Ma che giocatori servono a questa nuova Inter? «Un difensore, un esterno destro e magari un quinto attaccante, ma ora questo argomento non è prioritario», spiega Mancini. Bisogna invece investire su un difensore con cui cominciare a svecchiare il reparto: «Un elemento giovane serve ora ma anche per il futuro». E allora spuntano i soliti nomi: Samuele Chivuma anche Alex: «Forse Samuel è più forte nel gioco di testa e Chivu in fase d' impostazione, ma è una differenza minima. Maggior differenza c'è invece tra Samuel e Alex. Comunque si tratta di grandi campioni. Uno vale l'altro». E a proposito di Figocome possibile esterno destro da acquistare, Mancini spiega: «Figo è un grande giocatore. Sicuramente ha ancora tanto da dare. Ma per acquistare un calciatore cosi importante serve tempo». Insomma, bisogna avere pazienza. Intanto ieri si è aggregato ai nerazzurri il nuovo acquisto David Pizarro, e si pensa a quale potrà essere il suo utilizzo: se alternarlo a Verono fare convivere i due. «Certo che possono convivere: Pizarro ha qualità straordinarie, può giocare davanti alla difesa, può giocare con Veron e con Cambiasso- osserva Mancini - E poi la società lo ha scelto per il presente e per il futuro. Anche perchè, se Veron a fine stagione decidesse di tornare in Argentina, il sostituto naturale lo avremmo già in casa e con un anno di Inter già alle spalle». Come non parlare della separazione di Vierie del suo passaggio al Milan? «La sua volontà e quella della società di trovare una soluzione differente rispetto alla sua permanenza all'Inter si sono incontrate - afferma Mancini - C'è stata quest'intesa, va bene cosi. Con lui non ho mai avuto problemi, però quando stai per molti anni in una squadra gli stimoli possono diminuire.». Ma visto che Vieri se n'è andato, un pensierino alla possibilità di allenare Gilardino, Mancini l'ha mai fatto? Il tecnico sorride e regala ai tifosi nerazzurri un'ipotesi di sogno, seppur di breve durata: «Sarebbe stato un bel casino. Sarebbe stato difficile decidere chi lasciare fuori. Comunque, non si sa mai». In che senso? «Nel senso che Gilardino è ancora un calciatore del Parma».