Clandestini a S. Giovannino La Cgil chiede l'intervento di tutte le istituzioni locali

PAVIA. La Camera del Lavoro chiede aiuto al prefetto. Franco Vanzati, che si occupa per la Cgil dei problemi del sociale, propone la creazione di un tavolo istituzionale attorno al quale radunare autorità, enti pubblici e associazioni per valutare e affrontare la questione degli immigrati e dell'insediamento davanti al cimitero di San Giovannino. «Se ci sono problemi di legalità è giusto che vadano affrontati - dice Vanzati - ma non va neppure dimenticata la presenza di donne e bambini».
«Se uno sbaglia è giusto che venga punito - continua - ma per molte di queste persone la colpa principale è quella di non possedere il permesso di soggiorno ed essere clandestini. A fronte di una legge che ha molti buchi neri. Noi sosteniamo la politica dell'inclusione che va a vantaggio di tutta la società, non solo degli immigrati. Il modo in cui vengono affrontati casi come questo è una cartina al tornasole per valutare il grado di civiltà di un Paese, di una città, di una comunità».
La Cgil chiede a Prefetto, Questore, forze dell'ordine, autorità, ma anche e soprattutto a Provincia e Comune di radunare attorno a un tavolo tutti i protagonisti del sociale. Preoccupati soprattutto per la sorte dei bambini romeni - che fino a giugno avevano frequentato la scuola e partecipano al Grest e alle attività del Ludobus e le tate - sono i volontari di Soleterre. «Oltre alle misure di emergenza bisogna dotare Pavia di una struttura di accoglienza - spiegano - Tentare per quanto possibile di includere queste persone nel tessuto pavese, non escluderle a priori solo perché stranieri in difficoltà. Finora del resto la città non ha mai avuto problemi con le diverse comunità di migranti». (m.g.p.)