Caso Saeco, processo per bancarotta


VOGHERA. Bancarotta semplice: questa l'imputazione di cui dovranno rispondere in tribunale nove fra ex amministratori e revisori dei conti della Saeco, la società fallita cinque anni fa, che gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in Oltrepo dopo la chiusura della discarica di Casatisma. Nei loro confronti è, però, caduta l'accusa di abuso d'ufficio. Altri cinque imputati sono stati prosciolti da ogni addebito. La prima udienza del processo è stata fissata per il 23 marzo 2006 a Voghera.
Il giudice dell'udienza preliminare, Marina Bellegrandi, ha disposto il rinvio a giudizio degli ex amministratori Giampiero Ferretti (presidente), Flavio Lazzati, Ezio Mori, Gian Paolo Pozzi e Silvano Ubbiali; degli ex componenti del collegio sindacale Carlo Alberto Belloni (presidente), Pietro Depiaggi e Renzo Draghi; infine dell'ex direttore generale Umberto Montagna.
Secondo il capo di imputazione, avrebbero «compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento nonchè aggravato il dissesto, astenendosi dal richiedere la dichiarazione del fallimento della Saeco SpA, e distraendo in modo illegittimo il precostituito 'Fondo per la messa in sicurezza della discarica" (di Casatisma), nonchè del 'Fondo di recupero ambientale", destinandoli alla copertura della perdita di esercizio..., consapevoli che qualsiasi altra strada sarebbe stata impraticabile e che quindi si sarebbe ineludibilmente giunti al fallimento della società». Fallimento poi effettivamente avvenuto il 22 giugno 2000. In sostanza, per il pm Walter Cotugno, che ha chiesto i rinvii a giudizio, amministratori e revisori dei conti avrebbero stornato illecitamente i fondi già accantonati per la messa in sicurezza della discarica, servendosene per tappare le perdite. Di tutt'altro avviso gli imputati e i loro legali: la difesa considera inconsistente il castello accusatorio, per il semplice motivo che già nel 1996 una relazione tecnica considerava conclusi i lavori per la messa in sicurezza e dunque non c'era più alcuna necessità di tenere congelati i fondi. L'autore della relazione, Salvatore Calculli, già consulente Saeco, è stato prosciolto da ogni accusa; non luogo a procedere anche per Luigi Colombo, Cesare Lisandria, Emma Costanza Pace e Silvestro Barbieri.

Roberto Lodigiani