Riso, meno dazi sul prodotto americano
MORTARA.E' entrato in vigore con il voto contrario del ministro dell'agricoltura Gianni Alemanno il nuovo assetto dei dazi sull'importazione di riso semigreggio: il consiglio dei ministri agricoli comunitari infatti ha varato l'abbassamento dei dazi di ingresso da 65 a 42,5 euro, approvando l'accordo siglato alla fine di febbraio con gli Stati Uniti, il maggiore esportatore di riso semigreggio.
«Ma questo livello potrebbe ulteriormente abbassarsi, se entro il 31 agosto non saranno entrate in Comunità 366 mila tonnellate di riso estero - commenta il direttore dell'Ente Risi, Roberto Magnaghi - altrimenti dal primo settembre il dazio si abbasserà a 30 euro la tonnellata. Cosi, incredibilmente, ci stiamo augurando che sia importato entro questa data riso sufficiente per non fare abbassare ulteriormente il livello delle barriere doganali».
L'approvazione di questo provvedimento non solo ha determinato una condizione poco favorevole per il riso comunitario, che subisce ancora di più la concorrenza del prodotto straniero in maniera indifferenziata, in quanto l'abbassamento dei dazi si applica sul cereale proveniente da qualsiasi Paese.
Ha anche determinato una spaccatura nel fronte, finora unito, delle nazioni europee produttrici.
«Fino a questo momento, avevamo sempre lavorato in collaborazione con Spagna e Grecia, che invece in questo frangente non hanno sostenuto la nostra proposta, e l'Italia si è ritrovata da sola a votare contro l'abbassamento dei dazi - continua sull'argomento Magnaghi - a questo punto, probabilmente entro la fine dell'anno ma non si sa ancora con precisione quando, si aprirà la trattativa anche per i dazi sul riso lavorato, proveniente in prevalenza dalla Tailandia, il maggiore esportatore al mondo. Cercheremo di opporci ad una riduzione dei dazi anche con l'aiuto dei Paesi trasformatori del Nord Europa, che seppure non lavorano riso italiano possono sentire pesantemente le conseguenze dell'ingresso sempre maggiore nella Ue di cereale già trasformato». La posizione dell'Ente Risi a questo proposito è chiara: l'istituto pubblico che si occupa della filiera risicola chiede che sia fatta chiarezza sulle importazioni, ed inoltre che la Ue difenda i suoi produttori contro i colossi internazionali che li schiaccerebbero.
«Chiusa la trattativa sui dazi per il riso semigreggio, sia aprirà quella sul lavorato - commenta ulteriormente Magnaghi - E poi ci sono le importazioni a dazio zero conseguenti all'allargamento della Ue».