Il sindaco Cobianchi «Sono contento siamo al capolinea»

PIEVE PORTO MORONE.«La diossina c'è ancora. E' la botta finale per la Metalli Colombo. Il sindaco, Angelo Cobianchi, ne è sicuro. «Sono contento. Contento del lavoro dei nuclei di osservazione. Contento del 'nostro" assessore provinciale, Anselmi che segue la vicenda da vicino. Contento per tutti quelli che si sono impegnati e si impegnano in questa battaglia. Adesso siamo davvero al capolinea». La notizia che l'Arpa ha di nuovo riscontrato tracce di diossina nei fumi della Metalli Colombo lo fa ben sperare nella soluzione definitiva della vicenda. Anzi, ne è sicuro. «Non credo proprio che ci sia più posto per alcun margine di trattativa, di soluzione, di alternativa, di dialogo o compromesso - spiega -. Del resto la Provincia mi sembra sia stata chiara in proposito. Se la fonderia inquina ancora, addio autorizzazione. Ebbene, non vedo davvero a cosa altro potrebbero aggrapparsi, questa volta, per non far cessare in maniera inequivocabile l'attività della Metalli Colombo». «Fra l'altro - aggiunge - mi pare che anche in seno alla giunta provinciale ci siano stati pochi dubbi so come procedere. E la decisione sia stata presa all'unanimità». Bruno Bagarotti, leader storico del comitato della Bassa, il più agguerrito e ostinato avversario della fondaria sin dal primo momento, ride all'ennesima richiesta di commento sulla vicenda. «E cosa altro dovrei fare? - ironizza -. Lo dico dal maggio scorso che la fonderia va chiusa. Senza se e senza ma. Che quell'imprenditore deve essere inibito non solo in Italia, ma in tutta Europa». Bagarotti ne ha viste davvero troppe, in questa vicenda: «Parola fine? Non so, spero bene». C'è però un'aggiunta a quanto ha sempre detto: «Spero anche, oltre alla chiusura definitiva, di veder finire sotto inchiesta i tecnici responsabili di questo scempio che si trascina da oltre 5 anni. Solo allora sarà fatta davvero giustizia».(g.s.)