Governo spaccato


ROMA.In trasferta a Bruxelles, il ministro della giustizia Roberto Castelli espone la dottrina leghista sull'Europa e fa tabula rasa degli islamici moderati di tutti i paesi spiegando che sono «l'acqua in cui nuotano i pesci fondamentalisti». Espone i suoi giudizi nello stesso giorno in cui Carlo Azeglio Ciampi, ricevendo al Quirinale l'emiro del Qatar, allarga gli orizzonti della lotta al terrorismo e raccomanda «il consolidamento delle forme già avviate di cooperazione giudiziaria», una sfida «che trascende i confini nazionali» e chiama l'Europa a una «presenza unitaria».
Il leghismo di governo presenta l'altra faccia del contrasto. Sbeffeggia il ministro Beppe Pisanu, e si serve del quotidiano 'La Padania", scrivendo a tutta pagina che il «pacchetto» del Viminale esposto alla Camera «è un pacco per i cittadini». «I giornali sono i giornali, i ministri sono i ministri», ribatte Castelli ai cronisti che lo provocano.
E di suo, evoca le Br in Italia: la loro sconfitta venne perchè l'acqua in cui nuotavano fu prosciugata. Ciò non è possibile in Europa, dove «molti cittadini islamici vivono in pieno diritto». Il problema è controllare «la diffusione di idee che sono l'apologia di reato e l'istigazione a delinquere». Troppe «anime belle in Europa si cullano in un sogno che non è realtà». Come incalza Roberto Calderoli, anche l'Islam moderato è «kamikaze nella sostanza».
Difficile conciliare queste idee con la proposta domestica di Castelli: «Un ventaglio di proposte più ampio e più pregnante» di quello di Pisanu, risuscitando i 4 saggi di Lorenzago (quelli delle riforme estive) o un nuovo tavolo Cdl sul terrorismo. Scopo: niente «colpi di maggioranza", ma ricerca di 'soluzioni condivise» anche con l'opposizione, alla quale le proposte saranno «presentate in via preventiva». Ma il problema preliminare è anche quello di eliminare le diversità interne alla Cdl, come quella di una superprocura avanzata da An, respinta non solo dalla Lega. Il bossiano Luigino Vascon ha definito la relazione Pisanu «una minestrina riscaldata».
Francesco Rutelli ritiene che un modo per esaltare il terrorismo è accettare che chi lo pratica stravolga il nostro stile di vita. A confronto diretto con Francesco Cossiga sul Mediterraneo, Massimo D'Alema ha detto che lo scontro di civiltà è il terreno più favorevole per la crescita del terrorismo. Non si può escludere la forza per fare vincere la democrazia, ma la strategia deve essere quella di uno schieramento mondiale contro il terrorismo, mobilitando una parte del mondo islamico.

Renato Venditti