L'avventura sul Po dopo la maturità
VOGHERA. Un'idea, la giusta dose di spirito d'avventura, la voglia di una vacanza davvero alternativa e il sogno di essere esploratori. Sebastiaan Calligarich e Angelo Bottazzi, neo diplomati del liceo Galilei di Voghera, saranno i nuovi Indiana Jones. Sabato mattina partiranno dal ponte della Becca a bordo di una zattera progettata e realizzata con le loro sole forze. L'obiettivo dei due compagni, uno dei quali diabetico, è quello di scendere lungo il corso del Po senza motore, facendosi trascinare dalle correnti e dando solo qualche colpo di remo per non andare fuori rotta. «Il nostro progetto - raccontano - è nato quest'anno in classe, durante l'ora d'inglese». Sebastiaan dice all'amico: «Dai, disegnami la tua zattera ideale. Che sia governabile, però...».
Da un momento di distrazione è nata una scommessa. «Pensando al fatto - dicono - di aver qui vicino uno dei corsi d'acqua più affascinanti d'Europa, ci siamo decisi a tentare la sorte». Sebastiaan, che abita a Bastida de' Dossi, e Angelo, che è di Bressana, avevano l'idea, l'entusiasmo e un progetto. Serviva un finanziatore. «Non ci siamo arresi, anche se molti sorridevano ritenendo strambo il nostro obiettivo. Alla fine siamo approdati al sito della Fondazione Medtronic Italia (www.fondazionemedtronicitalia.org)». La Fondazione sostiene attività di ricerca clinica e health technology assessment per determinare l'impatto clinico, economico e sociale nell'utilizzo delle tecnologie biomediche in sanità. «Essendo diabetico - spiega Angelo - ho ritenuto di presentare alla Medtronic la nostra idea che, per concretizzarsi, aveva bisogno solo di un adeguato sostegno economico. L'ho fatto senza grandi speranze, augurandomi di avere fortuna». E fra i sei vincitori nazionali del fondo «Diabete senza rete», c'è anche il progetto intitolato «Viaggio per il fiume e per mare: sul Po da Rea a Rimini con una zattera di bambù». Cosi quella che era nata sui banchi del liceo come una possibile vacanza alternativa, adesso è un progetto nazionale legato alle tecnologie per combattere il diabete. «Anni fa - osserva Angelo - i nostri nonni malati di diabete erano costretti a complessi passaggi per iniettarsi l'insulina. Oggi, grazie alle moderne tecnologie, basta un microinfusore a rilascio graduale per tenerlo sotto controllo». Angelo Bottazzi è seguito al San Matteo di Pavia (in Clinica Pediatrica) dalla dottoressa Valeria Calcaterra. «Anche lei - spiega - mi ha stimolato ad affrontare questa avventura». I due aspiranti navigatori si preparano alla partenza. Porteranno con sé un kit di sopravvivenza ma anche macchine fotografiche usa e getta resistenti all'acqua. Avranno un diario di bordo, che si propongono di compilare con cura meticolosa. «Siamo già stati contattati da molte associazioni legate a noi dall'amore per il Po. Sodalizi che si sono già prenotati per ascoltare il nostro reportage di fine navigazione. Fino a vent'anni fa era più facile che qualcuno si proponesse di riuscire nell'impressa di scendere lungo il grande fiume. C'era la voglia di tentare il rito del Po. Oggi la nostra apparirà forse come una trovata strana, pazza e nuova. Ma noi partiamo per fare sport, una vacanza all'aria aperta, per conoscere meglio un corso d'acqua affascinante e soprattutto noi stessi». Rischi? «Non metteremo mai a repentaglio la nostra incolumità - rassicurano - Se proseguire la navigazione dovesse dimostrarsi troppo pericoloso, ci fermeremo». I due compagni non sono nuovi alle vittorie. Qualche mese fa si erano aggiudicati una borsa di studio da 500 euro sbaragliando i concorrenti iscritti al concorso «Archeologia industriale e beni culturali», organizzato dall'Amministrazione provinciale.
Emanuele Bottiroli