Tra tetti in amianto e parcheggi i problemi del mercato coperto

VIGEVANO.Tutti i giorni vendono la propria merce, offrendo anche un servizio alle persone che abitano nei dintorni che non se la sentono di andare fino al supermercato, all'ipermercato o al centro commerciale per fare la spesa.
Sono i commercianti che lavorano nel mercato coperto di via Rocca Vecchia, uno degli ultimi baluardi dei negozi che ci sono nel centro, e che nel corso del tempo ne hanno viste di cose, e non tutte belle.
Ma stranamente quasi più nessuno si ricorda di loro, della loro presenza e delle loro esigenze. Per esempio il problema del parcheggio selvaggio, che fa posteggiare a pochissimo spazio di distanza dai loro banchi le automobili all'interno del mercato coperto, mettendo a rischio il loro lavoro, e soprattutto l'incolumità dei clienti che vanno a fare la spesa. «Circa due mesi fa sono andato in Comune - spiega Giacomo Scavuzzo, titolare di un banco di frutta e verdura - a esporre questo problema, di sicurezza cittadina perlopiù, e questa mattina (ieri, per chi legge) ci siamo trovati delle transenne che impediscono il transito delle automobili. Il fatto è che prima c'erano più controlli, i vigili passavano più spesso, invece adesso gli automobilisti posteggiano praticamente qui accanto e per scendere dal marciapiede usano le pedane, col pericolo di urtare anche qualche passante. Bisogna mettersi d'accrodo, perché non è crretto usare il mercato come una strada coperta». Transenne o no, i problemi di questi commercianti non sono certo finiti qui. Ce n'è uno, grosso grosso, che si chiama tetto con copertura di amianto, che andrebbe rimosso, sostituito, e se ne parla da anni, ormai. «Alcuni incaricati del Comune sono passati di qui per avvisarci che dalla metà di giugno in poi sarebbero iniziati i lavori, ma non s'è ancora visto nessuno, e siamo a luglio inoltrato - continua Scavuzzo - Il tetto è stato fatto nel 1964, e poi non è più stato toccato».
Forse non tutti lo sanno, ma il mercato coperto una volta ospitava 33 banchi diversi; adesso quando ci sono tutti, sono in sei. «Il mercato coperto non deve morire, perché è un servizio, esattamente come tutti i negozi che prima c'erano nel centro e adesso non ci sono più. Il centro sta morendo, anche la piazza Ducale - conclude Scavuzzo- e invece serve più attenzione verso questa realtà, vicina alle persone, alla gente». (i.c.)