Nella strage morti anche quattro kamikaze

LONDRA. Quattro terroristi kamikaze arrivati da Leeds, nello Yorkshire. Tutti giovani, tutti cittadini inglesi. Sono stati filmati poco prima delle 8.30 in arrivo alla stazione dei treni di King's Cross. Sono stati identificati dai documenti trovati sui luoghi degli attentati. Corrispondevano a persone già sospettate di avere legami con il terrorismo islamico. Si sarebbero fatti esplodere nei tunnel della metropolitana e sul bus 30, puntando a spargere il maggior terrore possibile. Una cellula di quelle in sonno alle quale Al Qaeda aveva dato ordine di agire contro «i crociati dell'occidente scegliendo il come e il quando».
Lo hanno rivelato Sky News e BBC, citando fonti accreditate. Da Scotland Yard per molte ore solo un «no comment». A sera è stato il capo dell'Antiterrorismo Peter Clark ad ammettere la possibile autenticità delle indiscrezioni. C'è anche un arresto nello Yorkshire, forse l'artificere.
Si susseguono intanto gli allarmi. Il capo di Scotland Yard, Ian Blair, ha rinnovato ieri mattina le sue preoccupazioni per un nuovo attentato ma si è anche rammaricato della decisione americana di vietare Londra alle truppe Usa di stanza in Inghilterra. A Luton, nel Bedfordshire, sono stati evacuati un parcheggio e la stazione ferroviaria per controllare un'auto sospetta, aperta con una microcarica. Dopo le rivelazioni della polizia francese sul possibile impiego di esplosivo militare, ieri la televisione statunitense NBC citava fonti dell'intelligence britannica per sostenere che sui detonatori delle bombe ritrovati vi sarebbero alcune impronte digitali utili alle indagini. Le perquisizioni a Leeds sono cominciate molto presto ieri mattina, alle 6,30. Alle 13,20, in coincidenza con l'esplosione controllata, dall'area sono state fatte evacuare circa 600 persone. Una cautela inutile anche se, secondo la Bbc, sarebbe stata ritrovata un'ingente quantità di esplosivo. La casa aperta con la forza al 51 di Colwin Road appartiene a Shahzad Tanweer, un ragazzo di 22 anni, musulmano ma nato e cresciuto in Inghilterra, scomparso dalla mattina dell'attentato.
E' stata la famiglia a segnalarlo tra i dispersi, ha confermato la polizia. Potrebbe essere stato parte del commando. L'attenzione concentrata su Leeds si spiega con le prime risultanze delle indagini. Scotland Yard ha ricostruito il percorso di chi ha lasciato le bombe. Sono arrivati in quattro alla stazione di King's Cross dove hanno il capolinea i treni da Leeds. Poi ciascuno avrebbe preso una direzione diversa. Uno sulla Piccadilly Line. Il secondo sulla Circle Line, in direzione di Aldgate, e il terzo dal lato opposto verso Edgware Grove. Poi l'esplosione sul bus numero 30, a Tavistock Square. E' avvenuta alle 9,47, a 58 minuti dalle altre deflagrazioni avvenute nell'arco di 50 secondi attorno alle 8,51. In base a ricostruzioni rese note ieri, l'evacuazione dell'intera rete metro è cominciata alle 9,17 ma già dalle 9,07 erano state messe in allerta tutte le postazioni della polizia dei trasporti e il servizio di sicurezza dell'Underground. Perchè l'attentatore fosse sull'autobus, dove si presume sia rimasto ucciso, resta un mistero. Potrebbe aver avuto un ripensamento. Potrebbe aver avuto un altro obiettivo. Ci sono almeno due piste possibili per arrivare alla sua identificazione: la prima è quella di un marocchino sconosciuto alla polizia inglese ma noto alle intelligence alleate; la seconda quella del ventiduenne di Leeds, scomparso il 7 luglio.
In ogni caso, ritengono investigatori e servizi segreti, la cellula degli attentatori sarebbe stata composta da elementi tutti locali, collegata ad Al Qaeda attraverso una sorta di ispirazione politica. Non sarebbe arrivata dall'esterno, insomma, alcuna indicazione operativa. L'intero piano sarebbe stato studiato nei sobborghi di Londra e la strage compiuta con esplosivo maneggevole e facile sia da reperire in loco che da trasportare. Quattro ordigni confezionati dalla stessa mano.