Riconosciute due vittime ma Benedetta non si trova


LONDRA. Susan Levy, 53 anni, e Gladys Wundowa, 51 anni. Una bianca e una nera, una di chiare origini ebraiche l'altra con gli antenati in Africa. Le prime due persone a uscire dall'elenco degli scomparsi per entrare in quello dei morti.
Andavano tutte e due a lavorare la mattina del 7 luglio. Madre di due figli, Susan Levy aveva viaggiato con il più grande Jamie prima di salutarlo a King's Cross e proseguire sulla Piccadilly Line. La morte l'ha colpita a Russel Square.
Gladys, sposata a una guardia giurata, ogni giorno arrivava dai sobborghi. Lavorava come pulitrice al Dipartimento per l'ambiente. L'hanno riconosciuta fra i tredici cadaveri recuperati sul bus numero 30. La polizia scientifica lavora senza sosta ma, come ha spiegato il capo di Scotland Yard Ian Blair, ci vorranno molti giorni per identificare tutti i morti. In alcuni casi addirittura settimane perché si dovrà ricorrere alla comparazione del Dna.
Servono ancora giorni per conoscere l'esatto numero delle vittime. Il premier Tony Blair ha personalmente annunciato l'ultima cifra: 52 morti. Ma ha anche detto che almeno 75 famiglie sono in ansia. E il suo quasi omonimo Ian Blair, fuori dall'improvvisato sacrario di King's Cross, non ha potuto fare a meno di confermare il sospetto di molti. Le persone uccise dalle quattro bombe esplose il 7 luglio a Russel Square, Aldgate, Edgware road e Tavistock square alla fine sarano «molte di più» di quelle finora recuperate.
Le famiglie continuano ad aspettare e intanto sono assistite da Croce rossa, esercito della salvezza e da un grande numero di sacerdoti di tutte le fedi comparsi da ieri in King's Cross per confortare chi sta per essere sopraffatto dal dolore e da un'attesa spesso inutile. Fra chi non spera quasi più di rivedere i propri cari anche Roberto Ciaccia, il padre di Benedetta, l'analista finanziaria salita sulla metropolitana a Liverpol Street e mai uscita dalle gallerie, a quanto si sa. Roberto Ciaccia spera poco ma non si arrende e continua a girare gli ospedali dove 56 persone, molte senza nome, lottano ancora fra la vita e la morte.
«La città resisterà. Il nostro mondo avrà un futuro», è stato categorico il sindaco Ken Livingstone inagurando un libro della memoria per le condoglianze fuori dalla City Hall. E la città intende resistere. «Londra è tornata agli affari e al lavoro», annunciano tutti con orgoglio e urlano in prima pagina i giornali della sera. Ma intanto si fanno i conti e si scopre che da giovedi a domenica gli acquisti sono crollati del 77 per cento e cosi le presenza nei teatri, nei cinema e agli incontri sportivi.
La normalità ieri mattina aveva il volto di molta gente preoccupata nella metropolitana ma anche tanti turisti tornati ad affollare le zone più gettonate dai tour operator.
L.V.

dall'inviata