La fuga d'amore di Maicol è finita ieri pomeriggio


VIGEVANO. Al telefono si sentono in sottofondo voci allegre di ragazzini. Sono gli amici, che si sono precipitati a casa di Maicol non appena hanno saputo che la sua fuga era finita. Maicol Mantovani, 17 anni, è tornato ieri pomeriggio dopo 10 giorni in cui aveva fatto perdere le tracce.
E' stato il padre a telefonare alla «Provincia pavese», il giornale che aveva raccolto e rilanciato il suo appello al figlio affinchè rientrasse a casa. «Maicol è tornato, è qui con noi», ha detto con una voce serena e distesa, ben diversa dal tono preoccupato che aveva quando il figlio era lontano. I genitori avevano denunciato la scomparsa ai carabinieri. «E' stato un po' in giro dagli amici, tra Abbiategrasso e Magenta - continua il padre -. Ragazzate: adesso l'importante è che sia ritornato e ringrazio di cuore i parenti, gli amici, tutti quelli che ci sono stati vicini». Poi è stata la volta di Maicol, che ha raccontato brevemente al telefono la sua avventura, una fuga d'amore per una fidanzatina 16enne che non è neppure riuscito a vedere. «Sto bene - dice il ragazzo -. Ho dormito in giro ospite di amici». Sui perchè del suo allontanamento, taglia corto con la sintesi tipica degli adolescenti. «Me ne sono andato per problemi con la 'morosa". Ma adesso basta, non ne voglio più sapere».
Maicol ha telefonato ieri a casa, in via Brigate Partigiane 10, dove da mercoledi 29 giugno lo aspettavano papà Battista, titolare di una ditta che esegue interventi di asfaltatura, mamma Marina e la sorella di 13 anni. «Erano circa le 16 - racconta il padre -. Io non ero in casa, ma mi hanno subito chiamato e sono rientrato. Casa nostra si è riempita di ragazzi, gli amici di Maicol che sono venuti a festeggiarlo. Abbiamo passato momenti di angoscia, ma adesso è finita». Dopo tanti giorni passati lontano, Maicol è tornato a riabbracciare i genitori e la sorella e a riassaporare la cucina di casa. «Cosa mangerò questa sera? - interviene divertito il ragazzino -. Ma ho già mangiato: una bella spadellata».

Lorella Gualco