«D'estate c'è carenza di personale nelle Terapie intensive neonatali»
PAVIA. Un incontro urgente con l'assessore regionale alla sanità, Alessandro Cè, per affrontare il problema della carenza di personale che, nei mesi estivi, reca disagi all'attività dei Centri di Terapia Intensiva Neonatale. E' la richiesta partita dai primari lombardi che aderiscono alla Sin (Società italiana di neonatologia). In settimana si è tenuta una riunione a Milano, alla quale ha partecipato anche Mauro Stronati (primario della Patologia Neonatale del Policlinico San Matteo).
Durante il confronto si è deciso di inviare una lettera a Cè e a Carlo Lucchina (direttore generale dell'Assessorato alla Sanità della Regione). «Il periodo delle ferie estive - sottolineano i primari - comporta la riduzione obbligata dell'attività assistenziale negli ospedali per poter consentire al personale il godimento delle ferie estive. La programmazione generale della riduzione assistenziale è spesso agevolata dalla corrispondente diminuzione della richiesta di prestazioni da parte della popolazione assente per le vacanze. Per le Terapie Intensive Neonatali ed il servizio di trasporto di emergenza neonatale il calo dell'attività tuttavia non si verifica ed è necessario mantenere i normali livelli assistenziali visto che i parti non subiscono variazioni estive».
«Al contrario - continua la lettera -, la ridotta attività degli ospedali periferici provoca un significativo incremento della richiesta di prestazioni da parte delle Terapie Intensive Neonatali di riferimento, che si trovano ad affrontare gravi problematiche di tipo organizzativo. Fino ad ora è stato possibile contenere i disagi solo grazie al senso di responsabilità degli operatori, che hanno sopportato carichi di lavoro molto elevati, con la crescente difficoltà di garantire nel tempo un'adeguata qualità assistenziale».
La sezione lombarda della Sin sottolinea che «negli ultimi anni si è assistito al peggioramento progressivo delle problematiche legate alla carenza di organico. Infatti, all'annosa e persistente insufficienza di personale infermieristico, si va aggiungendo la difficoltà, sempre crescente, di reperire personale medico specializzato in Pediatria ed esperto in Neonatologia».
«La Lombardia - affermano i primari - soffre in modo particolare della carenza medico-infermieristica. Cosi pure la disponibilità ad attivare il trasporto d'emergenza neonatale risulta più o meno compromessa». Questo provoca «i ben prevedibili disagi della lunga e precaria ricerca di posti liberi, che peraltro talvolta si conclude in modo infruttuoso, e quindi della necessità di trasferimento dei neonati in centri talora assai distanti dal luogo di nascita e di residenza dei genitori, con tutti i rischi di ordine assistenziale e medico-legale connessi». Da qui parte la richiesta di un incontro urgente con l'assessore Cè. (s.re.)