Sondaggio: gli italiani leggono di più
ROMA. Gli italiani leggono e comprano più libri, nel 2005 sono infatti aumentati del 7% coloro che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi e dell'8% quelli che ne hanno comprato almeno uno. Purtroppo però più della metà degli italiani (54%) non legge libri. Questi i dati più significativi di una ricerca commissionata da Mondadori all'istituto Ipsos.
In particolare nel 2005 i lettori di libri sono passati dal 39% del 2003 al 46% del 2005, mentre gli acquirenti di libri (escludendo oltre ai testi scolastici anche i libri venduti in allegato con quotidiani e periodici) sono passati dal 27% del 2003 al 35% del 2005. In aumento (+5%) anche l'acquisto di libri allegati a quotidiani/periodici con conseguente aumento del bacino di chi compra libri in questa forma di offerta (dal 12 al 17%). Più ancora in generale, nel raffronto 2003-2005, migliora il bacino generale dei lettori (dal 39% al 46%), degli acquirenti (dal 27%-al 35%) dei lettori deboli (che passano dal 23 al 26%) dei lettori medi (dal 3 al 6%) e dei lettori forti (dall'1 al 3%). Analizzando però più nel dettaglio il campione ci si accorge che sono proprio i lettori forti e medi a determinare il trend di crescita cosi positivo. In particolare: se nel 2003 1% di lettori forti era responsabile del 23% degli acquisti e il 3% degli acquirenti medi sono stati responsabili del 20% degli acquisti, nel 2005 i lettori forti (3%) hanno acquistato il 31% dei libri e i lettori medi (6%) hanno ne acquistato il 26%. Inversione di tendenza invece per i lettori deboli: nel 2003 gli acquirenti deboli (23%) ha acquistato il 57% dei libri, mentre nel 2005 gli stessi hanno si visto aumentare il loro bacino (a 26%) ma hanno diminuito gli acquisti passando al 43%. La crisi dei consumi evidentemente ha colpito la fascia debole. Un particolare evidenziato anche dall'analisi della composizione dei lettori: in sostanza chi nel 2003 leggeva dai 3 libri in su ha aumentato nel la propria dose di letture, chi invece ne leggeva meno di tre l'ha ridotta. Con una battuta si può dire che per prendere il vizio di leggere bastano 3-4 libri l'anno. A riprova che il calo di letture nelle fasce deboli sia dovuto essenzialmente a ragioni economiche, si evidenzia che la lettura è diminuita fra le persone che appartencono a una classe socio-economica inferiore (dal 14% del 2003 al 12%) mentre aumenta nelle classi superiore e media. L'aumento dei lettori - ha riguardato soprattutto il Nord dell'Italia, mentre il Sud è praticamente rimasto fermo al livello del 2003.