Funerali in patria per i genitori di Sara

STRADELLA. Funerali in patria per Aziz Bellahsen e Malika Lara Khouaja, i due coniugi di origini marocchine morti in tragiche circostanze a Stradella. I parenti e gli amici si stanno attivando in queste ore per organizzare il costoso trasporto aereo delle salme. Sembra, intanto, che la piccola Sara, l'unica figlia della coppia, sia ospitata in un centro di accoglienza per l'infanzia, in attesa che il Tribunale dei minori si pronunci, anche in via provvisoria, sull'affidamento. Una settimana fa, il padre aveva accompagnato la bimba dalla zia, a Marsiglia, in Francia, mentre dentro di sè già covava il suo disegno di morte. O forse lo aveva già in parte attuato: il decesso di Malika, strangolata dal marito con il filo del caricabatteria, potrebbe infatti risalire a martedi sera.
Al ritorno a Stradella, l'uomo si è tolto la vita, impiccandosi. Una tragedia che ha sconvolto la comunità locale e suscitato profonda impressione anche a Broni, dove la coppia aveva vissuto per un decennio, prima di trasferirsi, un anno fa, nella nuova, bella casa da 130mila euro, comprata con tanti sacrifici. Sarà l'esito dell'autopsia a fare piena luce sulla sequenza dell'omicidio-suicidio, stabilendo il giorno e l'ora esatta dei decessi. A scatenare la furia distruttiva di Aziz sarebbe stata la decisione della moglie di lasciarlo, esasperata dalla sua assurda e ossessiva gelosia, dai cupi mutismi, dall'atmosfera plumbea che - raccontano le amiche - si respirava fra le mura domestiche. Lui non voleva rassegnarsi alla separazione e, accecato dall'ira, ha distrutto due vite, la sua e quella della moglie.
Una furia che, fortunatamente, ha risparmiato la piccola Sara, sette anni ad ottobre. Ma non la mette al riparo dalle possibili, pesantissime conseguenze psicologiche causate dalla perdita traumatica e improvvisa di entrambi i genitori. Proprio per tale motivo, appare tanto più delicata e densa di implicazioni la decisione sull'affidamento del Tribunale dei minori. Tre le diverse soluzioni: la tutela della piccola potrebbe essere assegnata ai familiari della madre, a quelli del padre (fra le due famiglie ci sarebbe già una contesa), oppure a un centro di assistenza per l'infanzia e l'adolescenza (ne esistono anche in Oltrepo). I giudici terranno comunque conto del parere degli psicologi e degli operatori sociali. (r.lo.)