Meggiorini, emozioni azzurre
PAVIA. «Vengo a Pavia per cercare di regalare e regalarmi tante emozioni». Riccardo Meggiorini, nuovo attaccante azzurro, sprizza entusiasmo da tutti i pori: «Non vedo l'ora di iniziare la mia nuova avventura - avverte - Della società mi ha parlato benissimo Devis Nossa, che giocava con me nella Primavera dell'Inter. I dirigenti poi mi hanno fatto un'ottima impressione. Mi inorgoglisce il fatto che siano sulle mie tracce da due anni, anche se poi la trattativa vera e propria è stata breve. Spero che questa piazza mi consenta di dimostrare anche fra i professionisti quanto valgo, cosa che non sono riuscito a fare allo Spezia».
Meggiorini, nato il 4 settembre 1985 a Isola della Scala (Verona), è considerato uno dei più grandi talenti del settore giovanile dell'Inter. In realtà però in nerazzurro ha militato solo due stagioni. La sua carriera ha subito una netta impennata tardi. Da ragazzino infatti giocava nel vivaio del Bovolone, società dilettantistica del paese in cui risiedeva. A 14 anni però il Verona lo nota, inserendolo nella propria formazione Giovanissimi. Ma l'attaccante disputa un paio di stagioni non entusiasmanti e viene rispedito al suo vecchio club. Dopo un campionato trascorso nella file degli Allievi, sbarca in prima squadra a 17 anni. Realizzando 15 reti in Eccellenza. A quel punto lo tessera l'Inter. Nella Primavera nerazzurra sigla 18 gol alla prima stagione e 10 in quella scorsa (in appena sei mesi). Fa anche in tempo ad esordire in serie A il 14 novembre a Cagliari, nel match terminato 3-3: «Avevo già giocato alcune amichevoli con la prima squadra ma quei dieci minuti sono stati indimenticabili. Il mister Roberto Mancini mi ha mandato in campo sul 3-2 in favore dei padroni di casa, con la speranza che potessi anch'io dare una mano nell'assalto finale. L'aver agguantato il pareggio grazie a Martins è stata la ciliegina sulla torta».
Meggiorini sembra destinato a bruciare le tappe e cosi a gennaio il club di via Durini decide che è già giunto il momento di mandarlo a farsi le ossa in C1 e lo cede in prestito allo Spezia. In Liguria però non brilla, collezionando solo dieci presenze, senza reti: «Allo Spezia non ci volevo andare - spiega - non mi entusiasmava l'idea di cambiare squadra a stagione in corso e sentivo di non essere pronto per affrontare un'avventura cosi impegnativa. La realtà poi si è rivelata peggiore di quanto pensassi, avendo fatto molta più fatica del previsto ad ambientarmi. E' stata un'esperienza negativa, anche se non del tutto inutile. Ho capito che fra i professionisti c'è grande pressione e l'agonismo conta più della tecnica». Adesso la sua speranza è di riuscire ad esplodere a Pavia: «Le referenze che ho avuto su questo club sono ottime. Il mio ex compagno Nossa mi ha detto di aver trascorso qui sei mesi bellissimi, in un ambiente tranquillo, con un bravissimo tecnico e una società seria e organizzata. Le condizioni ideali insomma per permettere a un giovane di maturare. Il Pavia pare punti tanto su di me ed io cercherò di ripagare la fiducia, dimostrando che l'avventura di La Spezia è stata solo una parentesi negativa».
Michele Lanati