In regalo una bacchetta di Von Karajan e l'autografo di Verdi per ringraziare

MORTARA. Una bacchetta del direttore d'orchestra Herbert Von Karajan, e un biglietto autografo di Giuseppe Verdi sono stati i doni con cui don Giovanni Zorzoli, vera istituzione mortarese, ha ringraziato sabato scorso rispettivamente Santino Invernizzi e Mauro Ziglioli per il concerto lirico che la Corale Laurenziana gli ha dedicato in occasione del suo 40º di ordinazione sacerdotale. Don Giovanni, grande appassionato di lirica, ha voluto cosi consegnare nelle mani di due grandi appassionati d'opera due oggetti simbolici: la bacchetta di uno dei più grandi direttori del '900, e la firma del compositore da lui più amato.
La bacchetta da direttore d'orchestra, in avorio bianco con impugnatura in legno chiaro, era stata inviata a don Giovanni come dono personale del maestro tedesco, a cui il sacerdote mortarese aveva scritto molto tempo fa, chiedendo un suo ricordo. Poco dopo era arrivata a Mortara la bacchetta, che a poco a poco è diventata una specie di «mascotte» della Laurenziana. In occasione dei concerti importanti, poco prima dell'inizio della serata, arrivava in sacrestia il cilindro in pelle che la conteneva, e passava nelle mani del direttore, che poi alla fine di goni esibizione la restituiva al legittimo proprietario. Questa volta il sacerdote ha voluto invece regalare questo oggetto simbolico a Santino Invernizzi in modo definitivo, a suggellare la sua lunga attività musicale nel coro di San Lorenzo, fondato nel lontano 1920, che con Invernizzi e Ziglioli ha cominciato a proporre per la prima volta anche brani d'opera, sempre con grande successo. Per Mauro Ziglioli un'altra sorpresa: un autografo di Giuseppe Verdi, del dicembre 1899, due anni prima della sua morte, scovato dal sacerdote lomellino e donato a chi, come lui, è un grande appassionato del compositore di Busseto. Tanto che proprio durante il concerto Ziglioli ha dedicato a don Giovanni una fantasia verdiana per organo, da lui composta per l'occasione. Un altro musicista del cuore ha poi reso ancora pià vibrante la serata: il basso Carlo Zardo, che ha forti legami con la Lomellina, ha infatti cantato in questa serata tre arie, una dal Flauto Magico di Mozart, la lauda medievale «Altissima Luce» ed infine la «Vecchia Zimarra» dalla Bohème. A lui in dono 51 caricature di celebri musicisti che lo stesso don Giovanni realizza.