Donna sgozzata nel Veronese

VERONA.Sgozzata: cosi è morta a Roncà, nel veronese, una giovane cittadina indiana, in Italia da nove anni. Il suo assassino ha colpito una sola volta, ma mortalmente, alla gola, usando un coltello da cucina, con una lama lunga 17 centimetri, che ha poi gettato sul pavimento della casa della vittima. La morte di Balbir Kaur, una graziosa 28enne, ha scosso la comunità indiana della zona, che fino a ieri è stata sempre lontana dai clamori; immigrati che si sono sempre fatti voler bene dai locali e non hanno mai scomodato le forze dell'ordine. Fino a ieri, quando il cugino della vittima, rientrato a casa, ha trovato nella camera da letto Balbir riversa a terra, ormai esanime. L'uomo ha prima telefonato ad un connazionale e poi al titolare dell'azienda in cui lavora. Quest'ultimo ha poi chiamato il 112. Sul posto, oltre ai carabinieri della Compagnia di San Bonifacio e del reparto Operativo di Verona, si è recato anche il pm Umberto Vallarin, che coordina le indagini. I militari dell'Arma hanno sentito i connazionali della giovane, soprattutto quelli che vivono nei due appartamenti ricavati nella casa in cui Balbir risiedeva. Nello stabile si trovano una quindicina di indiani, in nuclei rigorosamente separati tra chi è sposato e chi non lo è. Balbir Kaur però stava nell'alloggio con le coppie. Non lavorava, pur essendo in possesso di un regolare permesso di soggiorno; faceva la casalinga in attesa di iniziare a prestare la sua opera, a settembre, in una cooperativa agricola della zona. Quando è stata uccisa (intorno alle 10,30-11 secondo un primo esame del medico legale) la giovane era sola con il suo assassino: una persona questa che, sono convinti investigatori, la 28enne doveva conoscere bene. Sul fronte indagini ieri sera è stato fermato un cittadino indiano di circa 30 anni, accusato di omicidio volontario della connazionale.