Scoperta una banca cinese Giro da 40 milioni di euro, è abusiva
MILANO. Era da tempo che la Finanza cercava di individuare una banca clandestina della quale si servivano un gran numero di cinesi, nel quartiere attorno a via Paolo Sarpi, la Chinatown milanese. L'hanno trovata dietro le insegne di due negozi, dal cui seminterrato sono emerse le schede contabili di quasi mille clienti, e le prove di un volume d'affari di circa 40 milioni di euro in due anni.
Nei locali dei due negozi (un'attività di money trasfering e una di assicurazioni) sono stati sequestrati 217 mila euro in contanti e 121 mila in titoli di credito. Ma quel che più conta è che i finanzieri del Nucleo speciale Polizia valutaria hanno recuperato le schede di ben 949 clienti: «Si tratta di correntisti cinesi, per ognuno dei quali veniva conservato un libretto rosso con i movimenti in dare e avere - ha spiegato il ten. col. Fabio Canziani, comandante del terzo gruppo del nucleo -. Una traccia che potrebbe far scaturire elementi utili a nuove indagini». Quattro uomini e una donna sono stati denunciati: si tratta del titolare dell'attività, un cinese di 35 anni molto noto nella comunità del suo paese a Milano, di una sua connazionale di 30 anni, che aveva la mansione di impiegata tuttofare, e di tre italiani, un agente finanziario che doveva servire per dare una parvenza di normalità alle operazioni bancarie, e due dipendenti di un importante istituto di credito, responsabili della stipula di un contratto con la società cinese, denominata Multiservice center srl. La società, infatti, era mandataria della banca vera, e 'sfruttava" la regolare collaborazione che l'istituto di credito aveva con la Money Transfer, per far apparire anche i due negozi sotto l'insegna del noto marchio, attivo nel trasferimento di denaro. I due dipendenti sono stati denunciati per non aver attuato i dovuti controlli sulla società cinese con la quale avevano stipulato l'accordo commerciale. Le accuse variano quindi dall'esercizio abusivo della mediazione creditizia, all'attività bancaria abusiva, all'omesso controllo in atti bancari e finanziari. I militari hanno accertato che la cosiddetta 'Banca di Chinatown" non accettava solo depositi, ma forniva finanziamenti e assicurazioni: solo per quanto riguarda il settore immobiliare, uno dei campi maggiormente oggetto dei flussi di denaro cinesi, la 'banca" aveva erogato mutui per oltre cinque milioni di euro. Ma la maggior parte dei capitali diventavano rimesse verso la Cina: le fiamme gialle hanno accertato trasferimenti di denaro per 15 milioni di euro.