E' un tradimento verso il nostro paese


ROMA.Siamo un paese a sovranità limitata? Il rapimento dell'imam Abu Omar ripropone in tutta evidenza il problema.
Massimo Brutti, ex sottosegretario alla Difesa dei Ds e membro del Comitato per il controllo dei servizi, chiede che il governo si assuma le proprie responsabilità nella nuova spy story internazionale. Accettando innanzitutto di accertare la verità dei fatti con una testimonianza davanti al Copaco ai massimi livelli. «Una questione di tale portata deve essere affrontata direttamente dal premier o dal sottosgertario alla presidenza del consiglio Gianni Letta che ha la delega dei servizi. Oppure dal ministro della Difesa o dell'Interno», dice Massimo Brutti, non soddisfatto delle dichiarazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, scelto da Palazzo Chigi per rispondere alle interrogazioni.
Il governo si è dichiarato all'oscuro del blitz degli agenti Cia. Cosa non la convince nella ricostruzione del ministro Giovanardi?
«E' una risposta insufficiente e non certo per le rivelazioni, basate su fonti anonime della Cia, del 'Washingtion Post". In ogni caso, anche prendendo per buona la versione del governo, resta gravissimo il fatto che alcuni agenti di un'intelligence straniera abbiamo commesso sul nostro territorio un reato, ostacolando per di più il lavoro della magistratura e delle forze di polizia».
In che senso?
«Nel senso letterale. Magistratura e polizia stavano indagando su questa persona che invece è stata sequestrata da agenti che agivano clandestinamente sul nostro terrirorio e portato in un paese come l'Egitto, dove, a quanto pare è stato anche torturato. Una vicenda venuta alla luce grazie al lavoro della magistratura indipendente e che costituisce un'offesa intollerabile per l'Italia».
C'è chi sostiene che la guerra al terrorismo internazionale giustifichi certi mezzi, le cosiddette «operazioni coperte» autorizzate dopo l'11 settembre 2001 dall'amministrazione Bush.
«L'Italia non è la terra di nessuno e non siamo un paese corrivo con il terrorismo ma uno Stato democratico che ha mezzi, capacità e competenze professionali. Con questa operazione clandestina di agenti stranieri è stata tradita la lealtà verso il nostro paese. Non è questione che si può archiviare ricevendo l'ambasciatore americano Sembler».
Cosa propone?
«Dobbiamo accertare i fatti e il luogo giusto per farlo è il Copaco. Sono già previste le audizioni del direttore del Cesis, il prefetto Emilio Del Mese, il 7 luglio, e quella del direttore del Sismi Niccolò Pollari, la settimana successiva. La mia impressione è che ci siano sia all'interno del governo che negli apparati di sicurezza diverse valutazioni. In ogni caso un problema del genere non può essere affrontato solo dai capi dei servizi. E' una questione politica e il governo deve assumersi le proprie responsabilità, accettando il confronto».

Maria Berlinguer