Allarme per l'antica chiesa
CANDIA.La staticità dell'antica chiesa di San Michele è in pericolo: l'amministrazione comunale e la parrocchia stanno lavorando per predisporre un piano di messa in sicurezza con lo scopo di richiedere finanziamenti alla Regione Lombardia e alla Sovrintendenza alle Belle arti. Nei giorni scorsi il caso è stato portato all'attenzione del consiglio parrocchiale per gli affari economici: ne hanno discusso il parroco don Enzo Cappellino, Stefano Tonetti, Carla Arrigone, Teresa Portalupi, Remangela Secondi, Gianni Comoglio e Claudio Gili: era presente anche l'assessore alla Cultura, Giuseppe Castelli.
«Siamo seriamente preoccupati per la navata destra e anche per la volta, dove si è aperta una crepa - spiega Castelli, esperto di arte e di pittura -. Inoltre, la chiesa presenta altri punti a rischio, come il pavimento, la facciata e gli affreschi».
Il Comune e la parrocchia stanno cercando di far predisporre un piano di restauro a un architetto esperto di tematiche storico-artistiche: poi, sarà necessario l'intervento economico della Regione Lombardia, della Sovrintendenza ed eventualmente di sponsor privati come le banche. Il costo per il recupero della chiesa, che conserva pregevoli affreschi del Moncalvo e di Bernardino Lanino realizzati fra il Cinquecento e il Seicento, si aggira intorno ai 350mila euro. L'assessore Castelli ha già pensato alla pulitura dei dipinti di scuola piemontese: «Siamo in contatto con la Scuola di restauro di Milano. Gli allievi potrebbero lavorare ai nostri affreschi riportandoli in vita: il tempo dell'intervento non sarà breve, pensiamo a due anni».
Comunque, l'incolumità dei fedeli non è rischio: per le celebrazioni liturgiche la chiesa di San Michele non è utilizzata dal parroco, che si serve della parrocchiale di Santa Maria delle Grazie. (u.d.a.)