Sagre e turisti: lezione da Lardirago

Mi riferisco al trafiletto apparso venerdi 17 giugno in questa pagina, intitolato «Sagre, perché il turista deve pagare molto caro?», firmato dal sig. Ric Grosso di Mortara. Non posso naturalmente entrare nel merito dell'organizzazione della «Sagra del pane casereccio» tenutosi a Nivione di Varzi a cui si fa riferimento, ma sento di dover spendere due parole in difesa delle sagre paesane che nella nostra provincia offrono, nel periodo estivo, tante occasioni di divertimento e di rivalutazione della cultura locale.
Vorrei precisare, a quanti - come il sig. Grosso - si sentono in un certo senso strumentalizzati da promesse ingannevoli, che l'organizzazione di una sagra di paese comporta (da parte del comitato organizzatore) sacrifici, impiego considerevole di risorse umane ed economiche e tanto volontariato. Nei giorni 9-10 e 11 luglio, in Lardirago, si terrà la 59ª Sagra di S. Sebastiano, che unisce pubblico e privato nel nome di una tradizione che anno dopo anno si rinnova e si rafforza. I turisti potranno deliziarsi di prodotti tipici locali assolutamente gratuiti (tra questi il «Pozzolone», un salame casereccio lungo 6 metri preparato espressamente per l'occasione), assistere allo spettacolo pirotecnico, accedere alla mostra di animali da cortile nel giardino della parrocchia, ammirare splendide pariglie e quadriglie che, illuminate, attraverseranno il paese, seguire la sfilata di cavalli e animali da tiro e partecipare al ballo in piazza (a conclusione della sagra, il lunedi mattina).
Nessun obbligo di acquisto, dunque, nessun biglietto d'ingresso, nessuna «promessa» ingannevole sulle locandine... per chi ha voglia di unirsi a Lardirago in festa. I commercianti si sono attrezzati per migliorare i servizi offerti e certo saranno grati a chi - volontariamente - avrà necessità e desiderio di fare acquisti, consumare una bibita o fermarsi a pranzare... cosi come la parrocchia sarà grata a chi offrirà il proprio contributi benefico acquistando qualche biglietto della pesca di beneficenza.
Insomma, a Lardirago nessun «turista-pollo» verrà spennato e nulla di ciò che viene reclamizzato sarà la «scusa» con cui si gioca con la buonafede dei partecipanti. Giusto per non «fare di ogni erba un fascio», screditando genericamente e arbitrariamente, ritengo che chi - insieme a me e come me - dedica il proprio tempo all'unico obiettivo di conciliare intrattenimento o cultura locale... forse merita un po' più di comprensione e fiducia.
G. Luca Astoricomitato Fiera Lardirago

Grazie al nido Martinelli
Un'esperienza positiva

Siamo la mamma e il papà di Marco, che ha frequentato il nido comunale Martinelli di via Lovati qui a Pavia. Vogliamo esprimere a tutte le persone che lo hanno accolto e seguito in questi anni la nostra riconoscenza e la nostra stima: nella sua «scuola» Marco, cosi come tutti i suoi compagni, ha trovato tanto affetto e tanta attenzione, sempre.
Sappiamo che dietro queste persone ci sono esperienze, professionalità e un costante lavoro di gruppo che permette alle strutture del Comune (nidi e scuole materne) di mantenere un livello di eccellenza di cui, come cittadini di Pavia, siamo davvero orgogliosi.
Grazie a Daniela, Elisabetta, Laura e Mina: il vostro non è solo un lavoro. E non è poco.
Cristina Bariani e Gianni SilvanoPavia

A Pieve P. M. il sindaco
tenga fede alle promesse

Da comune cittadina ho assistito alla riunione del consiglio del 20 giugno. Mi permetto quindi di fare qualche considerazione su quanto ho ascoltato. In prima battuta è stato letto un comunicato da parte della minoranza dove si sottolineava la mancanza del rispetto del regolamento comunale da parte del sindaco riguardo alla loro richiesta di un consiglio straordinario. In conseguenza di questo, la minoranza ha abbandonato l'aula.
In assenza della minoranza, il primo cittadino non ha perso occasione di puntualizzare che il gruppo se n'é andato per sottrarsi alle proprie responsabilità. Bello criticare chi in quello momento non c'è e non può confrontarsi. Si è parlato di sospendere la rinegoziazione dei mutui, mi sembra una scelta ovvia se non si pensa di eseguire opere o mandare avanti progetti preesistenti. Il problema, definito cosi delicato, è stato studiato cosi approfonditamente che ha portato una delibera di «sospensione» che si concretizzerà in cosa non si sa, si vedrà.
Il consiglio si è trasformato poi in una farsa politica. chi accusava il sindaco e i consiglieri di aver fatto il volta gabbana, chi rinfacciava al sindaco di non aver agito nella giusta misura nei confronti della Metalli Colombo, chi rinfacciava una sorta di promesse non mantenute.
Vi siete chiesti per quale motivo è stata formulata una domanda, nei termini di legge, per un consiglio straordinario? Il motivo di contestazione è una linea di condotta da parte dell'amministrazione non consona alle aspettative. Alla fine molti hanno avuto la facoltà di parlare, mentre un noto architetto, presente fra il pubblico, è stato invitato al silenzio pena l'esclusione dall'aula. Ci sono stati scambi di pacche sulle spalle consolatori per il sindaco (della serie ricominciamo...).
Esponenti del comitato (adesso nuclei di osservazione) lamentavano che le loro segnalazioni non venivano tenute in considerazione, addirittura l'assessore all'ecologia categorico asseriva che i forni sono spenti, gli stoccaggi che si vedono sono pura fantasia, insomma l'inquinamento da diossina c'è e poi scompare, è un vero miracolo, ma solo per chi ci crede.
Una cosa è certa, chi adesso si trova ad amministrare, minimizza di tutto e di più trincerandosi dietro una linea difensiva di legalità o puntando il dito contro chi in passato era amministratore.
Se mai volesse accettare un consiglio il nostro primo cittadino, sappia che, prima di pavoneggiarsi dietro mega progetti o autolodarsi per cose di ordinaria amministrazione, sarebbe utile rendere conto alla popolazione di quello che ha chiesto.
Non si è forse in grado di tener fede alle promesse fatte sulla chiusura di una fabbrica che inquina?
Valentina CanosiPieve Porto Morone

Ticino, i pericoli anche
per chi sta sulle rive

a Provincia Pavese» ci informa che fare un bagno in Ticino «si rischia da 25 a 500 euro di multa, oltre a qualche infezione».
Se a nuotare vi è il pericolo di «qualche infezione» a causa del guano che viene scaricato nel fiume, chi passeggia sulle rive, chi si siede e mette le mani per terra, chi si sdraia sulla sabbia, chi gioca con la sabbia, va messo in quarantena?
Il greto del fiume Ticino è costituito di ghiaia e sabbia. L'acqua viene filtrata. Quindi i tecnici dell'Asl o mancano di senso logico, non sanno né vedere, né valutare o conoscono le reali condizioni, ma non vogliono o non possono rivelarle.
E' sufficiente osservare come fiorisce la vegetazione nei sabbioni e nella ghiaia per capire che chi si trastulla sulle rive incorre in ben più gravi pericoli di infezione.
Queste sono le demoralizzanti conseguenze di una popolazione che non ha capito e non ha difeso uno dei fiumi più belli.
Questa assenza ha lasciato e lascia un'illimitata libertà a speculatori di ogni genere, un 'assenza causa dell'arida decadenza che stiamo vivendo.
Giuseppe De GennaroPavia

Benissimo il Pavia Calcio
ma adesso va aiutato

Un grazie e un prego. Un grazie, doveroso e pieno, va a tutto il Pavia Calcio per la stagione sportiva appena conclusa. Il nostro riconoscimento va alla famiglia Calisti che da sette anni regge le sorti del sodalizio cittadino, alla famiglia Lazzaretti che da quest'anno ha dato un sostegno alla gestione del club, allo sponsor Scotti e a tutti i collaboratori della squadra, a cominciare dal direttore sportivo Moreno Zocchi.
Naturalmente la nostra riconoscenza per un risultato storico, il miglior piazzamento da cinquant'anni a questa parte, oltre a coloro che hanno allestito il gruppo, va ai componenti del gruppo stesso, tutti i giocatori della rosa ed i tecnici che li hanno guidati a questo prestigioso traguardo, l'amatissimo lord della panchina Marco Torresani, il mago dei muscoli prof. Arturo Gerosa. Grazie per aver consolidato in noi il piacere di tifare per il Pavia, per avere portato in giro per l'Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, il nome della nostra città e per avergli fatto onore.
Un prego invece viene da noi rivolto alle Istituzioni, agli Enti locali. Prego, aiutate quel gruppo di persone che compone il Pavia Calcio e che cerca di fare il meglio possibile per ottenere risultati lusinghieri. Prego, ognuno faccia il possibile per sostenere una realtà locale che è stata e può continuare ad essere mezzo di divulgazione di ciò che Pavia è, intesa come territorio, genti che lo abitano e attività che vi vengono svolte. L'accorato invito dell'ing. Armando Calisti dalle colonne della Provincia Pavese di venerdi 24 giugno viene fatto anche nostro. Non sta a noi indicare i mezzi, le vie per dare al Pavia Calcio il sostegno chiesto, il premio meritato da anni di lavoro serio e responsabile svolto da chi opera in via Alzaia 137. Non è qui il caso di sollecitare interventi di miglioramento dello stadio Fortunati, la cui evidente necessità è sotto gli occhi di chiunque lo frequenti, sia per una gara del Pavia Calcio che per una partita di beneficenza.
Piuttosto ci appelliamo alla capacità dei nostri amministratori locali, alle loro buone idee ed alla loro capacità e volontà di tradurle in pratica, in atti concreti e capaci di dare anche a noi sportivi un segno di attenzione. Questo può essere anche un piccolo impulso a cambiare in meglio la mentalità tipica dei pavesi, a limare il lato remissivo e rinunciatario dei nostri concittadini, una spinta ad allargare gli orizzonti. Potrebbe essere un singolo gesto contabile o un grande sforzo di coinvolgimento, comunque si vorrebbe un segnale che vada contro l'indifferenza del passato ed il comodo pessimismo che alberga in troppi pavesi. Solo il coraggio viene premiato, il coraggio di accettare le sfide, raccoglierle e vincerle.
Zuppa alla pavesegruppo di tifosi del Pavia