Siniscalco: «Nessuna manovra bis»
ROMA. Da Bruxelles buone nuove per il governo. Il rientro dal deficit si potrà fare in due anni, ovvero c'è tempo fino al 2007. Non solo: nelle raccomandazioni che la Commissione varerà oggi non ci sarà nessuna richiesta di manovra correttiva per il 2005.
Ne consegue che il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, può dire tranquillo che il Dpef «terrà d'occhio più la crescita che i saldi. Senza crescita è impossibile gestire i conti». «La crescita potenziale di questi anni è all'1,5%. Negli anni 70 era al 4%, poi è calata fino all'1,5% di metà anni 90, è risalita e ora è di nuovo giù. Nel Dpef ci saranno misure che mirano alla crescita, è il primo problema e per risolvero utilizzeremo i capitoli dell'agenda di Lisbona che fin qui è stata un fallimento». Quanto ai tagli, è sempre più probabile che ne facciano le spese gli Enti locali, l'Anci chiede chiarimenti e respinge le accuse di non aver rispettato il Patto di stabilità interno. Giuseppe Vegas, viceministro all'Economia, lascia poco spazio ai dubbi: «La spesa pubblica maggiore la fanno Enti locali e Regioni ha poco senso che l'aggiustamento lo debba fare chi è minoritario».
Il Dpef vedrà la luce venerdi in consiglio dei ministri nelle sue linee generali, sarà pronto lunedi 4 luglio, poi verrà discusso con le parti sociali e varato definitivamente in settimana. «Si devono attendere - spiega il ministro dell'Economia - le cifre dell'autotassazione e le raccomandazioni di Bruxelles sul rientro dal deficit». «Attendere l'autotassazione? La scusa non regge - gli ribatte Enrico Letta, responsabile Economia della Margherita -. Si aspettano che dicano cosa? E' un argomento che peggiora la situazione». A peggiorare la situazione ci si mette anche il saldo da finanziare che, a conti fatti, per il 2005 aumenterà di 2,5 miliardi. «Un peggioramento», ammette il governo.
Ieri, intanto, il consiglio dei ministri ha ascoltato una relazione di Siniscalco sulle linee generali. Qualcuno però si è distratto: «Dpef? In consiglio dei ministri non se n'è parlato», dice Giorgio La Malfa, Politiche comunitarie, uscendo. «Abbiamo fatto una proficua discussione», gli risponde Mario Baccini, Funzione pubblica. I temi? «Dare capacità di acquisto alle famiglie». Più nuove misure per la fusione delle piccole e medie imprese (aumento della dimensione di chi può accedere agli incentivi). «Niente manovra correttiva - dice Siniscalco - ma due Finanziarie serie nel 2006 e 2007».