Un milione di anziani a rischio Piano d'emergenza di Storace


ROMA. Il grido d'allarme è stato lanciato da Francesco Storace: «Un milione di anziani sono a rischio caldo». E' una situazione «preoccupante», dice il ministro della Salute, nello stesso giorno in cui l'Istat presenta i dati sui decessi registrati durante la torrida estate del 2003.
Venti mila morti in più rispetto all'anno precedente.
Le temperature alte di questi giorni stanno presentando il loro conto. E a pagare rischiano, come sempre, di essere i soggetti più deboli, soprattutto le persone di età superiore ai 65 anni. «Siamo allarmati», ha ammesso Storace, durante la presentazione del piano d'emergenza per fronteggiare l'ondata di calore. Un «Piano» progettato in grande stile per coivolgere tutti (Protezione Civile, Regioni, Comuni, Asl, servizi sociali e sanitari, volontariato, vigili del fuoco) e dal finanziamento oneroso. Sul piatto ci sono 6 milioni di euro, il 50 per cento in più rispetto al 2004. Uno stanziamento comunque esiguo, dicono le regioni, che attendono di vedere se lunedi andrà in porto la seconda proposta di Storace al comitato strategico di indirizzo: altri 2,4 milioni di euro come manovra d'urgenza.
Due anni fa, secondo i dati raccolti dall'Istituto Superiore di Sanità, furono almeno 8 mila i decessi tra gli over 65 a causa del gran caldo. Per questo è a loro che si guarda con più apprensione. Ieri Storace ha firmato un'ordinanza che permette alle Asl di accedere agli elenchi comunali per identificare i cittadini in età a rischio. E dal ministero è stato riattivato un numero verde, l'1500, a cui medici qualificati risponderanno, 24 ore su 24, per fornire informazioni e consigli per affrontare l'emergenza. Nel 2004, dal 28 giugno al 31 agosto, il Call Center rispose a 8.500 telefonate, in media 131 al giorno. Già ieri erano operativi i primi 22 medici. «Stiamo assistendo ad una ondata di caldo straordinaria - ha detto Storace - e forti dell'esperienza del 2003 interveniamo per evitare conseguenze gravi per la popolazione».
Il piano del ministero della Salute prevede tre livelli d'allarme. Quello a basso rischio, per gli over 75, contempla informazioni sui pericoli della salute, rifornimenti di acqua e medicine e, in caso più gravi, di trasferimenti in luoghi con aria condizionata. Il secondo livello interessa gli anziani con malatta cronica, su cui si interviene direttamente a casa. L'ultimo stadio, il più alto, è per le persone oltre gli 80 anni, con malattie croniche e ricoverati più volte negli ultimi anni. Per loro sono previsti anche spot d'allarme radiotelevisi lanciati ogni 3 ore.
L'intervento è incentrato anche a livello locale. Ha un nome particolare, «Heat Lab», ed è il sistema di monitoraggio di assistenza di comuni, province e regioni. Tornano attivi anche i custodi sociali a Milano, Torino, Genova e Roma. E' stato rinnovato il sostegno finanziario alla sperimentazione che coinvolge circa diecimila anziani. Il servizio sarà portato, ora, a livello nazionale.
Intanto ieri è stata una giornata da codice rosso in tutte le città italiane. In Piemonte si sono sfiorati i 39 gradi, ad Alghero i 37. A mezzogiorno a Perugia la colonnina di mercurio ha raggiunto quota 35, mentre Firenze e Roma alla stessa ora hanno toccato i 34 gradi. Anche le notti sono «bollenti»: le minime in molte città non sono scese sotto i 20 gradi. L'ondata di caldo che sta soffocando anche Spagna e Francia (ieri a Parigi il primo morto accertato per ipertermia) proseguirà ancora per alcuni giorni. La tregua è attesa per la fine della settimana, con l'arrivo di una perturbazione atlantica che porterà temporali e un calo delle temperature a partire dalle regioni più colpite, quelle del Nord.
Gli esperti prevedono che la giornata di oggi sarà «probabilmente la peggiore». Su tutte il Paese le temperature saranno superiori, specie al Centro-Nord, e in aumento sono anche i tassi di umidità. Per oggi, ma anche per domani, l'allarme afa al livello 3, la soglia massima, riguarderà Torino, Milano, Brescia, Bologna e Roma. I consigli, in questi giorni, restano sempre gli stessi: bere molti liquidi ed evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.

Daniele Sergi