«Il caldo è arrivato, ma non è ancora l'estate terribile»
VOGHERA.Caldo, certo, ma non un caldo eccezionale. Caldo, però, estivo con un balzo di dieci gradi in quattro giorni. Il 14 giugno la massima è stata di 22.3 gradi, il 18 la massima si è invece attestata a 32.5 gradi. Dal giorno 18 le temperature, tranne una piccola battuta d'arresto, sono rimaste decisamente elevate. Il 19 la massima è stata di 32.9 gradi, il 20 30.7, il 21 giugno 32 netti, il 22 33.9, il 23 33.1, ieri la massima è stata di 32,9 gradi alle 14.36. «Il problema - spiega il responsabile dell'osservatorio di meteorologia dell'istituto Gallini Maurizio De Mori - non sono le 'punte", bensi la persistenza di queste temperature. Ma anche il forte sbalzo registrato tra il 14 giugno e il 18 giugno: un forte stress per il fisico». Il caldo di questi giorni è causato «da un anticiclone africano - dice ancora il meteorologo -, proveniente dalla Spagna, che sta colpendo solo il nord: e cosi noi abbiamo massime di 34 gradi, loro di 29». C'è già chi teme un'estate sulla falsariga di quella del 2003, bollente... «Allo stato attuale delle cose è impossibile dirlo. Nel 2003, comunque, il caldo eccezionale fu causato dalle anomalie del Niño, che quest'anno non mi risulta siano state registrate». Un caldo che non dovrebbe mollare la presa, almeno non nei prossimi giorni. «Credo che farà caldo fino alla fine della prossima settimana - aggiunge De Mori - Non sono temperature eccezionali, tuttavia più in linea con la fine di luglio che con giugno. Anche il colore del cielo sembra più da fine luglio che da giugno: dovrebbe essere limpido, invece è grigio».
Il caldo si combatte anche a tavola: cibi rinfrescanti, ricchi di vitamine, sono un ottimo antitodo all'afa di questi giorni. Gli esperti consigliano di mangiare frutta e verdura di stagione. Vanno bene anche pane, pasta, riso, oltre a lattuga, cipolla, radicchio, formaggi freschi, uova bollite, latte fresco caldo. Abiti leggeri chiari, di cotone o in altre fibre naturali, sono i più adatti al clima estivo. Naturalmente le persone più deboli devono evitare di uscire nelle ore più calde della giornata. Negli ospedali, fortunatamente, la situazione non è ancora da allarme rosso: «Ci sono state ovviamente chiamate e interventi - spegano alla centrale operartiva del 118 -. Nulla, però, che possa far parlare di allarme. Un appello, però, è bene farlo: chi è in cura con farmaci che stabilizzano la pressione, si rivolga al medico di fiducia per calibrare la cura alle mutate condizioni climatiche. Per il resto, valgono le indicazioni di norma: evitare alcol e cibi grassi, bere molta acqua, soprattutto se l'età è avanzata».