Genoa nei guai Preziosi nega ma le prove si accumulano
GENOVA.«Io quella telefonata non l'ho mai fatta»: lo ha detto il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, all' avvocato Alfredo Biondi, suo difensore, dopo aver letto i giornali che hanno riportato stralci di un'intercettazione che sembra inchiodare il presidente rossoblu. E Biondi è tornato a protestare per dover leggere sui giornali quegli atti che la Procura gli nega dopo la scelta di non far rispondere il suo assistito alle domande dei magistrati. Secondo Corriere della Sera e Repubblica, nell'intervallo della partita Genoa-Venezia, decisiva per la promozione in A e finita con un sofferto 3-2, Preziosi avrebbe detto a un dirigente del Venezia dopo che i lagunari avevano fatto gol: «Ma che diavolo stanno facendo? Non doveva andare cosi... eravamo d'accordo...». A quel punto il suo interlocutore avrebbe risposto: «Stai tranquillo che aggiustiamo tutto». «Mi auguro - afferma Biondi - che la Procura della Repubblica di Genova apra subito un'indagine. Non contro i giornalisti che hanno il dovere d'informare, ma nei confronti di chi ha o dovrebbe avere il compito di assicurare la segretezza delle indagini». Intanto ieri in procura è stato confermato il passaggio di carte e intercettazioni alla giustizia sportiva per entrambe le partite nel mirino: Genoa-Piacenza e Genoa-Venezia. L'impressione è che il generale Italo Pappa, capo dell'ufficio inchieste della Federcalcio e i suoi collaboratori, vogliano fare chiarezza in tempi brevi. Cominceranno mercoledi 29 i primi interrogatori. Si partirà con i giocatori per proseguire con i dirigenti, tra cui Preziosi e l'ex amministratore del Venezia Franco Dal Cin. Rimangono invece ancora a Genova le intercettazioni e altri atti relativi all'inchiesta sulle scommesse clandestine, che riguarderebbero anche altre squadre di B e di A. Secondo indiscrezioni in ballo ci sarebbe anche il Torino, interessato a far perdere il Genoa con il Venezia. Nega anche Giuseppe Pagliara, ds sportivo del Venezia, tirato in ballo per alcune intercettazioni, il quale avrebbe telefonato il giorno dopo la partita a Matteo Preziosi, figlio del presidente, dicendo: «Che sta succedendo? Guarda che gli accordi vanno rispettati». «Vieni a Milano che sistemiamo tutto», avrebbe risposto allora Preziosi. «A Marassi - spiega Pagliara - c'è stata una partita vera, gli unici accordi con il Genoa riguardavano il mercato». Intanto ieri Pagliara, indagato per appropriazione indebita, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm di Monza.